Case di riposo: 86 strutture su 330 hanno contagi

Sono i dati dell'assessore alla Sanità Manuela Lanzarin: «Maggior concentrazione in coincidenza con i focolai. All'inizio le mascherine quasi non c'erano neppure per le Malattie Infettive»

Assistenza coronavirus, archivio

Case di riposo, strutture residenziali per anziani: si è conlusa la prima indagine regionale sulle 330 residenze presenti, al 74% prive di contagi da Covid-19, in base ai dati presentati oggi dall'assessore alla Sanità veneta Manuela Lanzarin. Il tasso di contagio registrato tra gli ospiti delle Rsa (strutture residenziali per anziani) è del 6,4% (2.154 persone) e del 3,2 % tra gli operatori (1.003), la maggior parte asintomatici, seppur in isolamento. I decessi sono stati 345, per un indice di letalità del 15,7%, circa la metà del dato medio nazionale. 

Le percentuali

Sono 86 le strutture che hanno rilevato la presenza di contagi (26%) e sono presenti soprattutto nelle province dove si sono verificati dei focolai di coronavirus: Padova, Treviso e Verona. Rovigo e Veneto orientale hanno registrato meno casi. Raggruppando queste rsa dove ci sono positivi, in base alla percentuale di contagiati all'interno (ospiti+operatori), quelle che ne hanno da 0 a 5% sono 37, quelle da 5 a 10% sono 9, da 10% a 20% sono 8 residenze, 15 quelle che hanno da 20 a 50% di positivi al coronavirus e da 50% al 100% di contagi rilevati sono 17. «Continuiamo con il piano di sanità pubblica, con un presidio costante che verrà mantenuto con il monitoraggio ogni 15 giorni», ha ribadito Lanzarin, essendo obiettivo quello di mantenere le strutture pulite in questa condizione. Riguardo alle mascherine: «Inizialmente è risaputo che non riuscivamo a trovare mascherine neanche per le Malattie infettive. Quando abbiamo avuto l'approvvigionamento abbiamo fornito tutti i dispositivi necessari».

Le tappe

L'assessore ha ripercorso le tappe delle ordinanze regionali che hanno riguardato le rsa dall'inizio dell'emergenza, il 21 febbraio scorso: «la prima fatta con il ministro della Salute Roberto Speranza per limitare gli accessi dei parenti dal 22 febbraio, e di conseguenza la chiusura dei centri diurni, al 6 marzo. Una nuova circolare è del 16 marzo con le indicazioni e il 30 marzo è uscito il piano di Sanità pubblica con la previsione del tampone nelle rsa per ospiti e pazienti e le valutazioni del rischio. A seguire nelle strutture sono entrati gli specialisti, a supporto della gestione degli ospiti, e infine sono state istituite le unità speciali di continuità assistenziale (Usca)». 

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