Dati confortanti, ma ancora tante situazioni di rischio: gli aggiornamenti delle Ulss

L'attenzione resta alta soprattutto per quanto riguarda le case di riposo, dove nel frattempo sono terminati i test. Dal Ben e Bramezza ribadiscono: «Bisogna continuare a rispettare le restrizioni»

Casa di riposo (archivio)

C'è un dato, tra quelli usciti nel bollettino regionale di stamattina, che conforta: il numero zero tra i nuovi positivi al test per coronavirus nella provincia di Venezia. È una situazione provvisoria, perché ogni giorno le due Ulss del nostro territorio processano centinaia di tamponi e già nel report della sera tornerà il segno più; il trend, però, sembra proseguire verso una diminuzione dei nuovi casi, come confermato anche dal fatto che la fascia dei negativizzati si allarga progressivamente rispetto a quella dei positivi attuali (oggi, in provincia, si contano 1221 positivi attuali contro 652 negativizzati: vedi grafico alla fine del paragrafo). «È un dato che ci fa piacere - ha commentato il dg dell'Ulss 3, Giuseppe Dal Ben - ma ricordo che una rondine non fa primavera e la gente deve capire che non siamo al "libera tutti": questo è un virus cattivo, che deve incutere timore». Lo stesso messaggio viene lanciato dal direttore dell'Ulss 4, Carlo Bramezza: «Chiediamo di continuare a mantenere le prescrizioni sull'isolamento: la battaglia non è vinta, anche se abbiamo dati più favorevoli. Siamo fortemente preoccupati di un ritorno all'innalzamento dei numeri».

I test nelle case di riposo

A proposito di test, oggi i direttori delle due aziende sanitarie hanno ricordato che è terminato il monitoraggio delle case di riposo: «Abbiamo analizzato tutti gli ospiti e il 96% degli operatori, o con test rapido o con tampone - ha detto Dal Ben -. Osserviamo che per ora il dato di letalità tra gli ospiti delle rsa è relativamente basso (l'8%), considerato che parliamo di anziani fragili e con pluripatologie. Si tratta comunque di persone che si trovano in situazioni critiche, quindi ci aspettiamo altri decessi». In tutto, tra le 31 strutture per anziani nel territorio dell'Ulss 3, sono morti finora 29 ospiti. Le situazioni più delicate, in cui si sono sviluppati "mini cluster" con vari contagi e decessi, sono in 6 strutture: il centro Nazaret di Mestre, la residenza Venezia di Marghera, la Anni azzurri di Quarto d'Altino, la Adele Zara di Mira, le case di riposo di Fiesso e Chioggia. Andando nel territorio di competenza della Ulss 4, invece, il caso più difficile è quello della Francescon di Portogruaro, dove dall'inizio dell'epidemia sono morti 9 ospiti. Per quanto riguarda le 13 case di riposo del Veneto orientale, ha detto Bramezza, «abbiamo fatto test a 1216 anziani ospiti e 1072 dipendenti, per un totale di 2572 esami a 2288 persone. Ad oggi, risultano positivi 26 ospiti e 18 dipendenti», quasi tutti alla Francescon.

I dati delle case di riposo, diffusi dalla Regione e aggiornati al 14 aprile, sono riassunti nella tabella che riportiamo qui sotto:

Dati Covid case di riposo Ulss 3 e 4-2

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Ospedali e posti letto

Si è parlato anche di ospedali. Dal Ben ha spiegato: «Un altro dato confortante è che al momento, su 101 posti letto disponibili per la terapia intensiva, 57 sono liberi, a conferma del calo dei ricoveri. Queste postazioni non si toccano fino a che l'emergenza non sarà dichiarata conclusa a livello nazionale». In particolare, Dal Ben ha voluto specificare che anche l'ospedale di Dolo, che ha il maggior numero di posti letto di terapia intensiva, «tornerà alla normalità quando sarà finita la fase emergenziale»: una risposta alle preoccupazioni manifestate negli ultimi tempi da parte del sindaco di Dolo, Alberto Polo, il quale ha chiesto alla Regione «rassicurazioni formali» sul futuro dell’ospedale. Sia da parte dell'Ulss 3 che dell'Ulss 4 è anche in corso un lavoro di rafforzamento delle misure di controllo agli ingressi degli ospedali, come da indicazioni della Regione. Ad esempio, ha detto Dal Ben, si misura la febbre all'ingresso. Il messaggio è chiaro: negli ospedali si va solo per estrema urgenza, se non c'è un motivo serio non si entra.

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