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Mercoledì, 1 Febbraio 2023
Cronaca

Morti sulle strade, 60 vittime nel 2021 in provincia: si muore per distrazione e velocità

I dati dell'Aci Venezia. Capuis: «Ancora sotto choc per la tragedia sull’A4. Servono azioni e interventi urgenti per mettere fine alla strage»

Sessanta i morti sulle strade in provincia di Venezia nel 2021: Aci Venezia fa il quadro degli incidenti Comune per Comune segnalando fra le cause che maggiormente incidono sui sinistri la distrazione, il mancato rispetto della segnaletica e la velocità. I dati diffusi oggi dall’Aci, su elaborazione dell’Istat, relativi all’anno 2021, riportano anche 3.045 feriti. Il capoluogo si conferma il Comune dove si è registrato il maggior numero di incidenti: 590; mentre Cona chiude la classifica con 2 soli sinistri. La fascia d'eta più coinvolta comprende tutti gli anni dai 30 ai 54, dove si concentra la maggior parte di coloro che guidano. 

Il dato che più impressiona è che fra i Comuni con più alta mortalità sulle strade, ci sono Portogruaro (8 decessi nel 2021), seguito da Venezia (6), e poi Chioggia, Quarto d’Altino, Noventa di Piave e San Donà di Piave (4): «i territori attraversati dall’autostrada A4 - commenta il presidente dell’Automobile club di Venezia, Giorgio Capuis - Siamo ancora tutti sotto choc per l’immane tragedia accaduta l’altro giorno lungo l’autostrada Venezia-Trieste, che è costata la vita a 7 persone. Un dramma che conferma l'assoluta urgenza di mettere in atto interventi e controlli più serrati che possano mettere fine a questa strage continua». Sebbene le strade dove si muore di più siano quelle fuori dai centri abitati: provinciali, regionali o statali che fanno segnare 22 morti, l’autostrada da sola nel 2021, con i suoi 13 morti, si conferma tra gli assi viari più pericolosi, poiché le vittime in relazione alla lunghezza del tratto di strada, sono in proporzione molte di più.

Spulciando i dati, si nota come i mesi estivi siano quelli dove si verificano il maggior numero di incidenti stradali in provincia di Venezia: dato che risente dell’aumento di traffico turistico, anche se il mese che ha fatto registrare il maggior numero di morti, 10, è novembre. I giorni della settimana con più incidenti nel 2021 sono stati il venerdì e il sabato, soprattutto nelle ore notturne. «Sapevamo che i dati del 2020 avevano risentito del lockdown, però se consideriamo il numero di morti registrati nel 2021, 60, siamo prossimi ai 67 del 2019, anno in cui c’era stato un balzo in avanti di 20 decessi rispetto all’anno precedente. Questo – conclude Capuis – ci deve far alzare il livello di guardia, mettendo in campo tutte le azioni, dall’educazione e prevenzione alla repressione, ma anche agli investimenti sulla messa in sicurezza delle strade. Una parte dei denari raccolti dai Comuni con le multe, per il codice della strada, vanno investiti per la manutenzione».

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