Cronaca

Meno morti sulle strade. Incidenti e feriti aumentano

I dati Istat sui sinistri del 2022 nel territorio metropolitano elaborati dall'Ac Venezia; 13 schianti in monopattino e 31 con la bicicletta elettrica, con un decesso. Velocità e guida distratta prime cause. Capuis: «Troppa irresponsabilità alla guida»

Meno morti sulle strade. A parlare sono i dati Istat sugli incidenti avvenuti nel 2022 lungo le strade provinciali, che l'Ac Venezia ha elaborato. Ancora sotto shock per la tragedia costata la vita a 21 persone, morte nel pullman caduto dal cavalcavia di Mestre, l’Ac ha reso pubbliche le statistiche che riguardano i Comuni del territorio metropolitano.

Il numero dei morti è in calo e questo è il dato che subito emerge. Rispetto al 2021 sono 9 in meno, da 60 a 51. Una riduzione ancor più significativa se paragonata al 2019, anno scelto come riferimento per l’obiettivo 2030 (ridurre del 50% il numero di incidenti e vittime). La provincia di Venezia è a livello nazionale tra quelle che maggiormente si distinguono con un calo di 16 decessi, insieme a Brescia (-20), Modena (-17), Forlì-Cesena (-16). «Anche se il prossimo anno il rapporto sarà inficiato dai 21 morti registrati in un unico incidente, dobbiamo guardare con fiducia a questa riduzione della mortalità lungo le strade della nostra provincia – osserva il presidente Giorgio Capuis - confidando anche sulla recente stretta voluta dal governo al Codice stradale in vigore». (Foto sotto: il presidente Ac Venezia, Giorgio Capuis).

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L’annuale Rapporto sugli incidenti stradali nelle 107 province italiane si caratterizza per il forte aumento d'incidenti tra monopattini (+77,8% in Italia) e bici elettriche (+53,8%). In provincia, nel 2022, sono morto 8 ciclisti come a Milano e Ravenna (in testa Padova con 10). Guardando al numero di incidenti, 13 sono stati quelli che hanno coinvolto un monopattino elettrico, 31 la bicicletta elettrica con un morto in provincia.  La classe d’età che ha fatto segnare il maggior numero di decessi è quella degli over 65 (15), seguita dalla fascia 30-54 anni (14). È il capoluogo fa segnare il maggior numero di morti (8), seguito da Chioggia (7), Noventa di Piave e Portogruaro (con 4). 

Le strade dove si muore di più sono quelle fuori dai centri abitati: provinciali, regionali o statali fanno segnare 22 morti. Seguite dalle urbane con 14 morti. Il tasso di mortalità e l’indice di gravità (calcolati tenendo conto del numero di morti rispetto alla lunghezza del tratto di strada e del numero di mortali rispetto al totale degli incidenti), vedono sempre l’autostrada come la più pericolosa. A differenza degli anni precedenti, che avevano visto i mesi estivi registrare il maggior numero di incidenti mortali, nel 2022 i mesi con più decessi sulle strade sono stati ottobre (11) e maggio (8). Mentre i giorni più funesti sono stati il martedì (11) e il venerdì (14). La fascia oraria più critica risulta essere stata quella tra le 14 e le 17, con 21 sui 51 morti. 

I mortali infine sono stati causati da velocità e guida distratta. «Qui entra in gioco la responsabilità personale, perché il mancato rispetto dei limiti e delle norme quando si è alla guida di un veicolo – osserva Capuis – spesso finisce con l’essere causa di morte. Insomma, al volante non si scherza e non ci stancheremo mai di dirlo, soprattutto ai più giovani, ai ragazzi a partire dalle scuole. Se l’obiettivo zero morti, zero incidenti nel 2050 si allontana è soprattutto per l’irresponsabilità di molti».

Dati Ac Venezia

Dati Ac Venezia (2)

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