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Giorgio Brunello (a sinistra) e Gianluca Gessoni (a destra)

Giorgio Brunello (a sinistra) e Gianluca Gessoni (a destra)

Avis, aumenta la raccolta di sangue ma trasfusioni giù: "Donate anche d'estate"

L'anno scorso i mesi caldi furono critici per quanto riguarda le donazioni. Per questo è stata organizzata una campagna ad hoc dall'Avis veneziana. I dati sono comunque positivi

Più sangue raccolto, meno sangue trasfuso. Si potrebbe sintetizzare così l’andamento dei primi sei mesi di attività dell’anno dell’Avis provinciale di Venezia, ma c'è l'incognita estate. L'anno scorso, infatti, i mesi caldi si sono rivelati particolarmente critici per la raccolta di sangue. In ogni caso i dati fino a questo momento sono positivi, anche se non al livello di qualche tempo fa: dal 1 gennaio al 30 giugno le sacche di sangue raccolte sono state 21.360, in leggero aumento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno quand’erano state 20.204, ma ancora lontane dalle 27.032 del 2013 e dalle 26.385 del 2012, in linea con una diminuzione che si sta registrando ovunque. Invece, le sacche trasfuse sono state 20.909, in calo rispetto alle 21.499 del 2015 e alle 21.304 del 2014, a seguito di un ridotto fabbisogno registratosi nelle Asl 10 (San Donà), 13 (Miranese) e 14 (Chioggia), non nell’Asl 12 e dunque all’ospedale dell’Angelo.

Sono i dati resi noti martedì mattina, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte il presidente dell’Avis provinciale Giorgio Brunello e il direttore del Dipartimento Immunotrasfusionale Gianluca Gessoni, che hanno diffuso i numeri anche della raccolta festiva sempre nel semestre: quella sul territorio grazie all’SRC (Servizio di raccolta in convenzione) ha portato 2.772 sacche, per una media di 34,65 nelle 80 aperture effettuate, con un risultato analogo agli anni scorsi; cresce, invece, quella negli ospedali grazie al SIT (Sistema immunotrasfusionale) con 440 sacche ricevute contro le 281 dello scorso anno, per una media di 22 nelle 18 aperture effettuate. "È il segno che sta aumentando la domanda di donare fuori dagli orari di lavoro, quando forse non è sempre così facile organizzarsi o poter disporre dei permessi", ha spiegato Brunello.

Attualmente l’Avis provinciale conta 43 sezioni comunali attive – 22 nell’Asl 10, 6 nell’Asl 12, 13 nell’Asl 13, 2 nell’Asl 14 – per un totale di 28.463 donatori attivi in lieve diminuzione rispetto ai 28981 al 31 dicembre 2014, per un totale di 49659 donazioni annue (alla fine del 2014 erano state 49364). I donatori sono per i due terzi maschi e un terzo femmine. "L’estate è il periodo notoriamente più difficile - ha spiegato - L’anno scorso il mese di luglio e la prima decade di agosto era stato un periodo molto critico. Per questo rivolgiamo un appello alla popolazione a continuare a donare anche in queste settimane di caldo e di vacanze", ha sottolineato Gessoni. "Forse è anche una questione psicologica, la gente ha bisogno di staccare la spina e di riposare, ma non bisogna dimenticare che le malattie non vanno in ferie e tante volte la guarigione di un paziente passa proprio per avere la disponibilità di sangue al momento necessario", ha sostenuto Brunello.
 
Avis provinciale ha deciso di mettere in campo una campagna estiva di sensibilizzazione con l’impiego di alcuni slogan come “Tu che fai? Io dono il sangue, sempre”; “Quindici minuti che valgono una vita. Dona sangue”; “Siamo in riserva, vieni a donare”, che saranno veicolati tramite pannelli pubblicitari nei mezzi di trasporto pubblico, totem e roll-up e spot trasmessi nei circuiti radiofonici e nelle sale cinematografiche, con l’obiettivo, soprattutto, d’intercettare i più giovani. "Sono i più restii alla donazione – hanno riferito Brunello e Gessoni – Mentre il socio di una certa età è fedelissimo alla scadenza trimestrale, i ragazzi si dimostrano incostanti e la media delle loro donazioni non arriva neanche a due volte l’anno quando, nel caso dei maschi, sarebbe consentita quattro volte. Abbiamo svolto alcune indagini per capire i motivi, che sono tanti: c’è l’egoismo, ma anche la distrazione e persino la paura dell’ago, a frenare le nuove generazioni in questa forma d’aiuto del prossimo. Forse bisognerebbe ricorrere a modalità comunicative più incisive, come quelle che vengono adoperate sulla sicurezza stradale, per far capire loro che tutti siamo potenzialmente bisognosi di sangue e che bisogna imparare ad essere solidali nei confronti di chi ha bisogno”.

E proprio ai giovani si rivolge la proposta di svolgere il Servizio civile nazionale presso Avis. Nella sede della sezione provinciale di via Einaudi i posti a disposizione sono due. Le domande possono essere presentate entro le ore 14 dell’8 luglio. I candidati dovranno occuparsi di comunicazione sui social network; promozione della donazione nelle scuole; campagne sociali sul territorio; attività con le comunità straniere; collaborazioni con le pubblicazioni associative; chiamata e accoglienza dei donatori; progettazione nazionale e internazionale. L’orario è flessibile e il compenso è di 433 euro netti al mese, mentre alla fine dell’esperienza sarà rilasciato attestato di partecipazione da parte del ministero della Salute. Info allo 041950892 e venezia.provinciale@avis.it e l.elia@avis.it

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