Dati positivi a settembre per gli alberghi di Jesolo, mentre Venezia continua a soffrire

Le sorti della stagione balneare si sono parzialmente risollevate. Per Maschio (Aja) «la categoria è comunque in perdita, ma molto meno di quanto ci si aspettava». Più difficile la situazione nelle città d'arte

Finora settembre ha superato di un punto percentuale l’occupazione media nelle strutture alberghiere dello scorso anno: è un dato (emerso dal sistema H-Benchmark utilizzato da Aja, l'associazione degli albergatori di Jesolo) che contribuirà a rendere meno pesante il bilancio complessivo dell’estate 2020. In particolare, nella prima quindicina del mese c’è stata una media occupazione del 76% (+1% rispetto al 2019), con punte del 93%; dando uno sguardo complessivo alla stagione, il mese di giugno ha avuto una occupazione media del 31%, contro il 75% del 2019; luglio in ripartenza, con una media del 62% (81% l’anno prima); decisamente migliore agosto, di poco inferiore al 2019, ovvero 83% contro l’88%. «E moltre strutture - aggiunge il presidente Aja, Alberto Maschio - stanno facendo registrare percentuali vicine al tutto esaurito anche per questa settimana, con buone indicazioni anche per la prossima settimana».

Meglio del previsto

Secondo l'associazione, resta il fatto che quella 2020 è «una stagione in forte perdita» ma, «per quanto riguarda Jesolo, sarà probabilmente meno pesante rispetto a quanto ci si poteva aspettare nelle migliori delle ipotesi». La perdita dovrebbe essere sul 45%, ma non per tutti: Maschio evidenzia che «non tutte le zone di Jesolo hanno goduto dello stesso risultato. Mi riferisco, ad esempio, alle strutture alberghiere che si trovano nelle zone più a margine, come quelle situate in terza e quarta fascia, dove la stagionalità è iniziata più tardi e finita prima, con un tasso di occupazione minore. Alla fine la loro perdita si dovrebbe assestare sul 55%».

Dati negativi a Venezia

Diversa è la situazione nelle città d'arte: a Venezia il sistema alberghiero non riesce a sostenersi, secondo il vicedirettore di Ava (associazione veneziana albergatori) Daniele Minotto. Per questo la categoria chiede prolungamento degli ammortizzatori sociali, organizzazione di eventi diffusi sul territorio e creazione di un'agenzia per la promozione turistica di Venezia che sia in grado di comunicare che la città è sicura e di intercettare nuovi mercati papabili in questa era di convivenza forzata con il Covid. Nel corso dell'estate, ha riferito Minotto all'agenzia Dire, «per la prima volta abbiamo avuto una presenza forte di italiani, sicuramente hanno aiutato il bonus vacanze e una politica di prezzi anche troppo bassi. Ad agosto, con il picco turistico, abbiamo avuto una occupazione di circa il 60% delle strutture aperte, che erano però solo il 70% del totale». Ora, con la fine delle ferie estive, «stiamo tornando su livelli molto più bassi, pensavamo di stare attorno al 30% delle strutture aperte ma siamo a livello del 15-20% di occupazione». Invece «ci sono molti escursionisti, i parcheggi di piazzale Roma e del Tronchetto è ormai da luglio che sono quasi tutti i giorni pieni».

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Dato che secondo Enav la situazione relativa ai voli non si normalizzerà prima della fine del 2022, ecco che, secondo Ava, nasce la necessità di un'agenzia per Venezia che individui nuovi mercati vicini, magari puntando su un'offerta basata anche su piccoli eventi diffusi sul territorio. La Mostra del Cinema ha dato buoni risultati solo al Lido, dice Minotto. «Ma i numeri alla fine dimostrano che comunque è importante organizzare eventi anche piccoli, capaci di portare persone nelle diverse aree». Nel frattempo «bisogna ripensare le strutture e anche la gestione dell'organico. Per noi è fondamentale che rimangano gli ammortizzatori sociali perché noi fortunatamente, a differenza del manifatturiero, non abbiamo bisogno di avviare cicli produttivi veri e propri. La stanza la si vende in giornata e se domani ho le stanze occupate riesco a richiamare al lavoro i dipendenti e pagarli io, ma nel momento in cui sono vuoto li devo lasciare in cassa integrazione».

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