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Cronaca

I bambini veneti soffrono: 1.300 chiamate al Telefono Azzurro

Nel caso più frequente dal 2008 al 2012 c'era come motivazione principale il bisogno conversare. Ma ci sono anche abusi e molestie

All'altro capo del telefono non ci sono genitori. Non ci sono nemmeno amici. Ci sono i volontari del Telefono Azzurro. Sono tanti, troppi, i casi di problematiche infantili che il centro nazionale di ascolto dell'associazione ha trattato dal 2008 al 2012. E il trend non sembrerebbe essere in diminuzione. Secondo i dati, in quattro anni in Veneto il Telefono Azzurro è intervenuto in 1.300 casi su 13.143 totali. La regione si colloca al quarto posto a livello nazionale. Nella provincia di Venezia sono state 207 le chiamate che poi hanno avuto un "seguito", numeri simili alle altree province. La maglia "nera" spetta a Verona (290), poi viene Padova (274), Vicenza (212), Venezia (207), Treviso (199), Rovigo (68), Belluno (50). Una mole sicuramente ingente di richieste d'aiuto sia alla linea gratuita 19696, rivolta ai minori di 18 anni, sia alla linea istituzionale 199.15.15.15.

MAESTRO VESSATORIO ALLE ELEMENTARI, BAMBINI DALLO PSICOLOGO

La fascia d'età più critica in Veneto è quella preadolescenziale (dagli 11 ai 14 anni), che ha caratterizzato il 45,2% delle chiamate. Il 31,8% dei bambini che hanno digitato il numero d'aiuto avevano invece fino a dieci anni. Un quarto delle chiamate (22,9%) sono invece arrivate da adolescenti (dai 15 ai 18 anni). La stragrande maggioranza delle richieste d'aiuto è provenuta da ragazzini italiani (86,2%).

Ciò che salta all'occhio, però, è la motivazione principale di queste chiamate: il bisogno di conversare. Il 12,9% dei casi dei bambini che si sono messi in contatto con un volontario, infatti, non aveva problemi particolari. Aveva solo bisogno di parlare con qualcuno. Essere rassicurato. Il problema principale dei nostri bambini, quindi, sembrerebbe essere la solitudine in cui vivono. Al secondo e al terzo posto, invece, ciò che ci si aspetta da una graduatoria di questo tipo: difficoltà relazionali con coetanei (11,7% delle chiamate) e problemi relazionali con i genitori (9,7). Purtroppo nel 7,1% dei casi alla base del problema c'era un abuso fisico. Le altre motivazioni sono: paure (6,8%), problemi sentimentali (6,4%), problemi per separazione dei genitori (6,1%), disagio emotivo/psicologico (4,7%), conflittualità tra componenti del nucleo familiare/violenza domestica (4,1%), abuso psicologico (3,1%), problemi legati alla sessualità (3%).

Il presunto "responsabile" dei problemi, secondo un modulo che prevede risposte multiple, è la madre nel 32,4% dei casi, il padre nel 31,7%, un altro bambino nel 16,4%, un amico o conoscente nel 9,4%.

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