Il Porto "si allarga": a febbraio merci aumentate del 3,5 per cento

Vicina la certificazione dei nuovi pescaggi Malamocco-Marghera. Inaugurato il nuovo Centro per i controlli sanitari, costo 1,3 milioni

Il porto di Venezia, nei primi tre mesi del 2013, ha fatto segnare un +3,5% nella movimentazione totale delle merci, con quattro milioni di tonnellate complessive, rispetto allo stesso periodo del 2012. Il dato è stato sottolineato in occasione dell'annuncio dell'ormai prossima certificazione dei nuovi pescaggi del canale Malamocco-Marghera, che, nei progetti, darà ulteriore impulso ai traffici da e per lo scalo veneziano.

Nel dettaglio, il mese di febbraio 2013 ha segnato un +2.6% nella movimentazione complessiva (+46.000 tonnellate di merce rispetto al febbraio 2012). Cresce il settore commerciale (+27%) che compensa le perdite del settore industriale e petrolifero (-18% e -16%). In crescita anche la movimentazione di rinfuse solide (+36.9%), in particolare cereali (+75%) e mangimi (+158%), e le merci varie in colli (+1.3%). In lieve calo il settore container che a febbraio 2013 fanno segnare un -3.7%. (ANSA)

Per migliorare il flusso delle merci al Porto oggi è stato anche inaugurato il Centro per i controlli sanitari a Porto Marghera: controlli accurati e pratiche veloci, per fornire un vantaggio per le imprese e per il business portuale. Posizionato nell'area adiacente ai controlli doganali, il Centro consentirà di svolgere nello stesso stabile tutti i controlli di natura sanitaria sulla merce proveniente da Paesi terzi, aprendo così a Marghera un vero e proprio polo capace di riunire assieme tutte le istituzioni preposte al controllo, di ottimizzare i tempi necessari per le verifiche e di aumentare la competitività e la ricettività dello scalo veneziano per le merci che necessitano di controlli sanitari.

L'investimento sostenuto dall'Autorità Portuale di Venezia, che aveva iniziato nel 2009 i lavori per la creazione di un moderno punto di ispezione frontaliero, è complessivamente di 1,3 milioni di euro. L'area è a disposizione del Ministero della Salute (Pif e USMAF) e della Regione del Veneto (Ufficio Ispezioni e controlli fitosanitari). (Ansa)

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