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Pressione perenne su Venezia: giorno "normale", 48mila arrivi

Il "conta turisti" basato su Open Data concepito da un ingegnere andato a lavorare negli Stati Uniti permette di capire i flussi in tempo reale

Numeri aggiornati in tempo reale per avere in qualsiasi momento il polso dei flussi turistici che interessano il centro storico. Tutto si basa sugli Open Data, ossia le informazioni "libere" reperibili sul Web. Dopodiché basta trovare il modo di organizzarle e decriptarle, in modo da fornire loro un senso. E' il progetto Venice Project Center che, come riporta il Gazzettino, è stato partorito un quarto di secolo fa dall'ingegnere veneziano Fabio Carrera. Non qui, ma negli Stati Uniti.

E' stato oltreoceano che da tre decenni si è messo a studiare come pianificare le "smart cities", ossia le città intelligenti. Per farlo servono i numeri, perché i grandi agglomerati urbani sono sistemi complessi in cui le variabili sono all'ordine del giorno. L'ingegnere, che lavora al Santa Fe Institute, è il padre del progetto "City Knowledge", poi applicato anche a Venezia.

I DATI - Attraverso il dashboard del sito internet dedicato al progetto lagunare, dunque, si scopre che lunedì alle 20 a Venezia c'erano 48.160 ospiti, giunti in 16.490 via aereo, 11,494 via treno, 1.425 in auto, 3.620 in autobus turistici, 2.389 con autobus di linea, 9.791 con navi da crociera, 2.951 con altre imbarcazioni. Di questi, 18.196 sono giornalieri. Dunque pendolari o turisti "mordi e fuggi". Martedì mattina alle 10, invece, il totale degli ospiti era 29.230, di cui 18.196 giornalieri. Più della metà. Naturalmente le proporzioni sono destinate a mutare durante la giornata, visto che il numero di "mordi e fuggi" è destinato a rimanere stabile, mentre quello degli arrivi turistici lieviterà. Ma al cospetto di due giorni feriali, si scopre che ormai il centro storico vive una situazione di pressione perenne. Anche perché il sistema permette attraverso le mappe interattive di conoscere flussi e mezzi di trasporto precisi che concorrono al dato aggregato in esame.

Naturalmente si tratta di numeri per forza di cose approssimatI, ma ben più aggiornati rispetto a quelli su cui, per esempio, si è basato il Piano urbano della mobilità approvato nel 2010, concepito attraverso lo schema degli arrivi a Venezia del 1997. Secondo Carrera, intervenuto sul Gazzettino, la soluzione per "monetizzare" al meglio questo tipo di flussi sarebbe quella di costringere chi giunge in centro storico a pernottare per almeno due giorni. Altrimenti nisba. E' il concetto del "minimum stay", già preso in considerazione in giro per il mondo.

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