Strage di anitre tra Campagna Lupia e Mira, bracconieri nelle valli

La denuncia da parte di ambientalisti e cacciatori regolari: nei giorni di festività sarebbero state abbattute senza permesso anche specie protette

Caccia di frodo, indiscriminata e dannosa: è l'accusa lanciata non solo dagli ambientalisti ma anche dai cacciatori regolari, che nella zona delle valli della laguna sud hanno rilevato nel periodo natalizio un'intensa attività di bracconaggio. Come riporta la Nuova Venezia, gli abbattimenti segnalati in questi giorni interesserebbero anche specie di volatili protette.

Decine di volatili sarebbero stati abbattuti e trovati sparsi nell'area della riviera del Brenta, tra Giare di Mira, Dogaletto e Lughetto di Campagna Lupia: si tratterebbe di diverse specie di anitre, compresa quella protetta dell’alzavola. Un tipo dissennato di caccia che compromette gravemente l'ecosistema, e che costituisce anche un danno erariale: non per niente ai cacciatori regolari, che pagano le tasse per la loro attività, è permesso di uccidere solo un certo numero di animali.

I cacciatori di frodo, a quanto pare, agiscono nottetempo arrivando sul posto con barchini dalle zone di Venezia o Chioggia: non hanno alcuna autorizzazione alla caccia a ridosso di siti protetti, come l'oasi WWF di Valle Aperto. I volontari ambientalisti ora chiedono l'intervento della polizia provinciale, perché sia intensificata l'attività di pattugliamento anche durante la notte.

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E ci sarebbe un risvolto ancor più preoccupante: i cacciatori regolari hanno paura di denunciare questi fatti perché temono ritorsioni da parte dei bracconieri, che arrivano a danneggiare le postazioni di caccia come rappresaglia. Ed ora, sempre nella stessa zona, preoccupa anche la presenza di ladri. Avrebbero tentato nei giorni scorsi di aprire due cavane a Giare di Mira: provenivano probabilmente dalla statale Romea, poi si sarebbero dati alla fuga nei campi senza essere riusciti a rubare nulla.

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