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Beni culturali, l'impegno del Comune: "Un piano per proteggerli dalle calamità naturali"

Approvata la delibera per la messa in sicurezza in caso di situazioni di emergenza. Assessore D'Este: "Allestiremo dei locali in cui le opere poste in salvo verranno custodite"

Proteggerli e averne cura come fossero creature, pensando in primis alla prevenzione. E' tanta l'attenzione del Comune di Venezia ai beni culturali del territorio, che una vera e propria strategia di protezione dai disastri ambientali diventa il contenuto di una delibera, come ha spiegato giovedì, al Comune di Venezia, l'assessore comunale alla Protezione civile, Giorgio D'Este.

“Lo definirei davvero 'un momento storico' per quanto riguarda la salvaguardia delle opere”, ha detto D'Este, presentando il piano approvato dalla giunta, in cui si dà il via libera alla firma del protocollo d'intesa per la messa in sicurezza dei beni culturali ubicati nella provincia di Venezia in caso di situazioni di emergenza connesse a fenomeni idrogeologici.

Anche il Centro Maree partecipa al progetto

 “Per la prima volta – ha spiegato l'assessore - siamo riusciti a mettere seduti ad uno stesso tavolo con il Comune, la Regione, la Prefettura, la Soprintendenza, i rappresentanti delle realtà che ospitano opere di grande interesse culturale per definire un 'modus operandi' comune in caso del verificarsi di eventi catastrofici. Il primo passo sarà la creazione di un 'database' in cui siano elencati tutti i beni culturali, laici ed ecclesiastici, presenti nel territorio della Città metropolitana. Questi dati saranno interfacciati con le mappe di rischio già a nostra disposizione. Da qui si potrà predisporre un piano unico di intervento, che abbia una funzione in primis preventiva: e nella fase operativa ci sarà infine di grande aiuto anche il lavoro del nostro Centro Maree che è coinvolto nel progetto.”

Locali allestiti apposta per accogliere i capolavori

Il protocollo prevede la definizione e adeguato allestimento dei locali in cui le opere poste in salvo dovranno essere poi momentaneamente custodite. “Un problema – ha sottolineato D'Este – non di secondaria importanza, perché questi capolavori devono trovare ricovero in spazi in cui non possano subire danneggiamenti, sia traumatici che climatici, e che ovviamente garantiscano criteri di sicurezza contro eventuali tentativi di furto o altro.”

Il Comune di Venezia si impegna inoltre a potenziare il sistema comunale di protezione civile anche attraverso la realizzazione di corsi di formazione, informazione e addestramento specifici per la tutela e la messa in sicurezza dei beni culturali, nonché a promuovere studi e analisi del territorio che permettano una ancora più puntuale individuazione delle aree a pericolosità idraulica.

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