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Domenica, 28 Novembre 2021
Cronaca

C'è lo stop a nuovi alberghi o B&B a Venezia: ok dalla giunta alla delibera "ghigliottina"

Norme per tutelare la residenza e arginare l'eccesso di ricettività. Escluse la Giudecca e il Tronchetto. D'ora in poi le richieste dovranno essere vagliate una a una dal Consiglio

Venezia ci dà un taglio con alberghi e bed&breakfast: stop alle variazioni degli alloggi per uso turistico. La proposta di delibera (si tratta di una variante al Piano urbanistico per il centro storico) presentata giovedì pomeriggio, e approvata dalla giunta mercoledì, di fatto intende bloccare l'apertura di nuove strutture ricettive in centro storico e l'ampliamento di quelle già esistenti. L'assessore Massimiliano De Martin ha parlato di "strategie per il governo del territorio e per tutelare la residenza": insomma, una risposta a chi vede nell'"invasione turistica" uno dei più grossi problemi del capoluogo. Compresa l'Unesco. D'altronde secondo un censimento del Comune i posti letto a uso turistico a Venezia (senza contare quelli abusivi) sarebbero 47.229, esclusa la Giudecca. In pratica si raddoppia in un colpo solo la popolazione residente. Sarebbero invece 25.400 le camere. Abbastanza per dire "basta".

L'atto dovrà ora seguire l'iter previsto (tra cui il passaggio in commissione e il parere della Municipalità), dopodiché, una volta approvato in Consiglio comunale, sarà operativo. Il documento, in pratica, prevede che vengano sospese tutte le variazioni per uso turistico. Escluse dalla delibera tutte le isole, oltre che la Giudecca e il Tronchetto, che secondo il censimento di Ca' Farsetti per ora vedrebbero una limitata presenza di strutture. Da notare che una legge regionale in materia prevede per le strutture ricettive un posto auto a camera, regola che finora non è stata applicata per il centro storico di Venezia: le nuove strutture, invece, dovranno individuare soluzioni (che il Consiglio vaglierà) oppure monetizzare, pagando l'onere per gli stalli. E' una mini rivoluzione.

"Questa è una politica di gestione della città - ha commentato l'assessore De Martin - Tutte le richieste saranno vagliate dal Consiglio comunale. Questa delibera intende soprattutto controllare i b&b, e farli sottostare a una certa politica qualitativa. Le pratiche in itinere che sono già convenute con atti ufficiali, come preliminari o compravendite, sono 'salve'. Ma da oggi in poi le danze saranno nuove. La delibera toccherà pure gli ampliamenti, anch'essi condizionati dal parere del Consiglio comunale. La delibera è importante anche per consolidare la volontà di fare una politica condivisa con l'Unesco. Sarebbe potuta essere predisposta una decina di anni fa, senza problemi".

Resta comunque la possibilità per il Consiglio comunale di approvare in deroga a questo divieto, ma ci saranno alcuni criteri da tenere in considerazione: qualità dei servizi offerti, localizzazione all'interno del centro storico, uso razionale degli immobili. E certo non sarà un Ok per cui non si dovranno sborsare quattrini, anzi. Ci saranno diversi oneri da sostenere.

“Con questa delibera – ha commentato la presidente della Commissione Edilizia e Ambiente Lorenza Lavini - si va effettivamente a porre la decisione sui cambi d'uso in capo al Consiglio comunale, non solo rispetto alle valutazioni di carattere tecnico, ma anche dal punto di vista politico. Questo vuol dire assegnare al Consiglio comunale quel ruolo che molto spesso da tutti i consiglieri è stato rivendicato per un tema che è molto sentito in città”.

Le disposizioni della variante non riguardano le istanze di interventi già formalmente presentati al Comune o inseriti nell'ambito dei Piani urbanistici attuativi prima dell'adozione definitiva della variante. Non saranno interessati dal provvedimento neanche gli immobili inseriti nei piani comunali delle alienazioni e valorizzazioni e gli interventi nelle isole del Tronchetto e della Giudecca.
 

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