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Venezia dichiara guerra a kebab e take away: "Stop a nuove aperture, gelaterie salve"

La giunta ha approvato una delibera che poi passerò al Consiglio. Si cerca l'intesa con la Regione. Il documento intende bloccare nuove aperture di attività che non tutelano la città

L'iter è ancora lungo, ma un primo passo importante è arrivato lunedì mattina: il Comune di Venezia intende vietare le nuove aperture di kebabari o di altri locali finalizzati al consumo di cibo da strada, con eccezione delle gelaterie artigianali. Questo in tutto il centro storico e nelle isole, con eccezione del Lido, di Pellestrina e di San Pietro in Volta. La giunta in questo senso ha approvato, su proposta dell'assessore al Commercio, Francesca Da Villa, una delibera contenente "Misure limitanti l'esercizio di attività non compatibili con le esigenze di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale di Venezia”. 

Insomma: kebab, panini e piadine "mordi e fuggi" non fanno l'interesse della città, e per questo vengono messi al bando. Il testo approvato prende spunto dalle indicazioni fornite dal Consiglio comunale durante la seduta del 30 marzo scorso, quando è stata approvata una mozione presentata dal presidente della commissione Commercio, presieduta da Paolo Pellegrini. La delibera approvata parte dal presupposto che a Venezia debba essere dato valore al commercio di prossimità, ora in crisi. Tutelando anche il patrimonio culturale lagunare. 

Andando nello specifico, il documento vieta l'apertura di nuove attività di vendita o di produzione di cibo da strada. Si "salvano" gli esercizi che abbiano ottenuto le autorizzazioni necessarie entro la data di entrata in vigore della delibera. Per quanto riguarda le attività già esistenti, si dà mandato alla Direzione servizi al cittadino e imprese di collaborare con il Comune e gli Enti preposti, "al riordino delle discipline legate alle attività commerciali, artigianali e di somministrazione, coinvolgendo in questo percorso le associazioni di categoria".

“Oggi è stato fatto un primo passo importante – ha commentato l'assessore Da Villa - Questa delibera è un atto che, recependo con coraggio indicazioni arrivateci dai cittadini, dal Consiglio comunale e dal lavoro delle commissioni sul Turismo, ai quali va il mio ringraziamento, apre la strada a un percorso condiviso e ragionevole, necessario per porre un freno alla proliferazione di attività non consone alle esigenze di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale di Venezia. Un percorso che ha già affrontato una Conferenza dei servizi con le categorie e ha avuto il via libera della Sovrintendenza. Ora confido in un lavoro responsabile e collaborativo da parte del Consiglio comunale e degli uffici della Regione”. La delibera, infatti, dopo la discussione in commissione e il voto conclusivo del Consiglio comunale, verrà sottoposta alla Regione per il conseguimento di un'intesa, così come previsto dalla normativa in vigore. 
 

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