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Cronaca

La "mantide nera" Miroslawa torna libera, ma resta ancora a Venezia

L'ex ballerina polacca condannata per l'omicidio di Carlo Mazza non nasconde l'amarezza per aver passato vent'anni dietro le sbarre

È rimasta a Venezia, nonostante dalla mezzanotte di lunedì sia diventata una donna libera, Katharina Miroslawa, l'ex ballerina polacca condannata nel '93 a 21 anni e 6 mesi quale mandante dell'omicidio l'industriale Carlo Mazza.

I COMMENTI - "Sono ancora qui - racconta - perché devo fare un sacco di cose prima di partire per l'Austria". Una partenza, dice, "prevista a giorni, al più presto. Devo sistemare tutto - spiega - a cominciare dai miei libri. Mi sento frastornata. Io non scappo via - continua l'ex ballerina - Ci rivedremo, non è un addio". Nel suo primo giorno da donna libera non nasconde l'amarezza. "Ho vissuto tutta la vicenda dell'omicidio da protagonista - sottolinea - pur non essendo né l'artefice né null'altro".

MIRE LETTERARIE - Il suo primo obiettivo, racconta ancora, è finire presto il suo libro. "Si chiamerà 'Peccati' - annuncia - e spiegherà la mia storia. Finalmente dirò quello che sentivo, i miei pensieri più intimi, quello che succedeva dentro di me". Katharina Miroslawa ha sentito anche il suo legale, Paolo Righi, che racconta i prossimi passi giudiziari. "La signora mi ha dato l'incarico di portare avanti la revisione del processo - annuncia Righi - Sto studiando come rifare le indagini difensive che erano state fatte in precedenza". L'obiettivo è quello di raccogliere le testimonianze "a riscontro della tesi del marito, che scagionava Miroslawa".

PER LE CALLI - È entrata in un bar per dissetarsi propri mentre una tv, mandando in onda il Tg, parlava di lei, e così camerieri ed avventori, rimasti di stucco, l'hanno riconosciuta. Nulla di imbarazzante per Katharina Miroslawa e per chi l'ha riconosciuta. Solo un momento di stupore ma poi la giornata è proseguita tra mille cose da fare, guardando al futuro, e nello stupore della condizione di cittadina libera a tutti gli effetti. Miroslawa ha attraversato in vaporetto il canale della Giudecca, dove ha casa, è scesa alle Zattere, in zona San Basilio, e poi ha dedicato tutta la giornata a "fare carte" per avere i documenti, carta d'identità e passaporto, per muoversi il più liberamente possibile. Ha ricevuto decine di telefonate che chiedevano interviste. Poi sono arrivate quelle dei talk show che la invitavano a delle trasmissioni: ha ringraziato, ma ha preso tempo. Il suo programma immediato - appena la carte saranno pronte - é quello di andare qualche giorno a Vienna per stare in famiglia, poi è già pronto uno spazio protetto, a Salò sul Lago di Garda, dove concludere e affinare la stesura dell'autobiografia, che racconta le vicende della sua vita. Un'estate quindi, dedicata a scrivere, per poi presentare il libro a Venezia probabilmente durante la Mostra del Cinema "per raccontarsi" proprio nella città dove negli ultimi anni giocoforza ha vissuto più a lungo.

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