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Grandi navi, rotta su Porto Marghera. Delrio: "Il 7 novembre presenteremo la soluzione"

Lo annuncia il ministro delle Infrastrutture: "Soddisfatto di aver chiuso prima della fine del mandato". Pronto un dossier approfondito sulla crocieristica. Confermati i fondi per il Mose

"Comitatone" convocato per il 7 novembre, data in cui sarà comunicata la decisione del governo sulla crocieristica a Venezia. "Sulle grandi navi - ha detto il ministro alle Infrastrutture Graziano Delrio, parlando agli Stati generali della logistica del Nordest - avremo il 7 novembre la soluzione definitiva, che tiene in considerazione una discussione per cui in questo anno e mezzo non si è perso tempo. Abbiamo un dossier approfondito mai predisposto prima. Le nostre conclusioni sono basate su un lavoro molto serio. Sono soddisfatto di aver concluso prima della fine del mandato".

Il ministro Graziano Delrio sulle Grandi Navi

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Il progetto

Durante la riunione a Roma, che coordinerà lo stesso ministro su delega del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, saranno messi sul tavolo tutti i grandi temi che coinvolgono il futuro di Venezia, compreso l'itinerario che le navi da crociera dovranno seguire per raggiungere la Marittima. Il progetto prevede anche una struttura in grado di accogliere due imbarcazioni di dimensioni più elevate a Porto Marghera, vicino al Vega. "Perché tutti gli operatori ci dicono che le dimensioni aumenteranno - ha sottolineato il presidente della Regione, Luca Zaia - dobbiamo farci trovare pronti. Non farlo significherebbe perdere la crocieristica. Perdere un hub strategico. Da qui si parte e si arriva".

Brugnaro: "Ora bisogna chiudere"

La decisione del governo, oramai è tutto pronto, arriva prima della conclusione dellla legislatura, dopo anni di attesa: "Io sono fiducioso - ha commentato il sindaco Luigi Brugnaro - il Moranzani e il Vittorio Emanuele per noi sono fondamentali. Abbiamo anche accettato di posizionare strutture per le grandi navi da crociera sul canale industriale a destra, prima della Fincantieri. Dalla parte del Vega. Le navi non devono andare nell'area ex Montesyndial, lì ci andranno i container. C'è la concordia generale, ora bisogna chiudere".

MOSE

Tra gli altri nodi da sciogliere sul futuro della città ci sono non solo la costruzione del Mose, ma anche la messa a punto della sua "cabina di regia". Chi coordinerà il suo funzionamento? Chi la sua manutenzione? Chi deciderà quando si alzerà e quando si abbasserà? "Su questo stiamo lavorando e siamo già abbastanza avanti - ha dichiarato il ministro Graziano Delrio - Ma non siamo ancora pronti. Stiamo predisponendo un rapporto, ragionando anche con i commissari e il presidente della commissione Anticorruzione, Raffaele Cantone, per trovare la formula giusta. Credo che avere garantito la continuità dell'opera nonostante gli scandali è stato un importante risultato - ha spiegato - Dobbiamo concluderlo e concluderlo bene, fare in modo che funzioni, dobbiamo fare in modo che si sviluppi un know how a livello internazionale. Tornerò prima della fine del mandato per dare la prospettiva. Coinvolgeremo anche Thetis". Una frase non casuale: pochi minuti prima i rappresentanti della Filctem Cgil hanno consegnato una lettera all'esponente del governo per chiedere di scongiuare lo spettro di licenziamenti sulla società: "Gli investimenti sul Mose sono stati approvati e saranno ulteriori 210 milioni di euro - ha spiegato Delrio ai sindacati - tutte le risorse che servono sono a disposizione. Adesso bisogna lavorare sulla manutenzione. Le vostre competenze sono importanti per il Paese, ci lavoreremo di sicuro".

Il sindaco Brugnaro sulla futura gestione del Mose

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Brugnaro: "Nella cabina di regia ci dobbiamo essere"

Sulla partita della manutenzione del sistema di paratoie mobili la Regione si sfila: "Non abbiamo capito chi metterà i milioni di euro - ha sottolineato il presidente della Regione, Luca Zaia - non siamo per la politica del 'vai avanti tu, che mi viene da ridere'. Altro discorso è la salvaguardia, per quello ci siamo e ci saremo. C'è bisogno di un'attenzione speciale". I punti interrogativi sono ancora troppi, e li mette in fila il sindaco Brugnaro: "Noi vogliamo partecipare alla cabina di regia sulla gestione del Mose - ha spiegato il primo cittadino - come città, ma anche Porto e Città metroplitana. In questa fase servirebbe qualche ingegnere in più per poterlo finire con date certe, ma già dobbiamo sederci per capire come gestire l'opera. Dobbiamo discutere di come finanziare il Centro maree, che il Comune ad ora gestisce da solo. Non è che il Mose interromperà le acque alte sulla città, quindi bisogna cominciare a rifinanziare la Legge speciale per Venzia. Sono tematiche collegate. Questa è una città che stiamo sostenendo da soli da troppi anni ormai".

Zaia sulla manutenzione del Mose: "Noi non ci siamo"

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