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Tronchetto passato al setaccio dai carabinieri: 25 "battitori" finiscono nei guai

I controlli sono scattati dalla prima mattinata di giovedì e sono continuati a lungo. La maggior parte degli intromettitori era abusiva. Avevano costituito una rete radio propria

Tronchetto passato al setaccio dai carabinieri, e i risultati non sono mancati. Si è da poco conclusa una grossa operazione dei militari della compagnia di Venezia, coordinati dal capitano Savino Capodivento, che dalle prime ore della mattinata hanno stretto le maglie dei controlli soprattutto al Tronchetto, su input del comandante provinciale, colonnello Claudio Lunardo. Sull'isola artificiale si sono concentrate 40 unità dei carabinieri delle stazioni Scali, San Marco, Giudecca, Cannaregio, Castello e Lido, con l'aiuto di numerose imbarcazioni. 

Nel mirino la storica attività dell'intromettitore, o "battitore", che ha lo scopo di favorire la commercializzazione dei prodotti d'artigianato, soprattutto vetro e merletto, attività che normalmente si sviluppa su suolo pubblico. offrendo indicazioni relative a luoghi autorizzati dove si possono acquistare i prodotti. In realtà, secondo le forze dell'ordine, questa attività veniva portata avanti senza rispettare il Regolamento comunale. In modo abusivo. Per questo motivo un gruppo di persone "ben organizzate" (secondo una nota dei militari) è stato denunciato: si tratta di 25 intromettitori su un totale di circa 40 persone controllate. "Addirittura in dieci erano radiocollegati con apparati radio portatili per facilitare le comunicazioni tra loro - si legge nel comunicato - Sono stati sanzionati anche per questo, non avendo richiesto le relative autorizzazioni ministeriali per costituire e utilizzare una rete radio elettronica ad uso privato con conseguente sequestro amministrativo degli apparati".

Nel corso dei controlli in centro storico è stato invece denunciato per tentato furto aggravato A.U., nato in Kirghizistan classe 1981, il quale è stato sorpreso nel tentativo di rubare all’interno dell’esercizio commerciale “Coin Excelsior” una borsa in pelle del valore di circa 600 euro. Un'altra persona è stato denunciata invece per ricettazione. Si tratta di T.A., napoletano 34enne, in quanto in possesso di un telefono cellulare provento di furto denunciato a Venezia. Altre due persone sono poi state segnalate all’autorità giudiziaria per la violazione rispettivamente dell’obbligo e del divieto di dimora: F.J., nato a Venezia classe 1980, in quanto sorpreso dai militari operanti in violazione delle prescrizioni dell’obbligo di dimora a cui era sottoposto, e Z.U., nato a Venezia, classe 1959, sempre per lo stesso motivo.

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