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Cronaca Santo Stino di Livenza

"Ci hanno chiesto mille euro per evitare il sequestro del furgone"

Due fratelli catanesi hanno sporto denuncia per tentata concussione contro alcuni agenti della Stradale di San Donà e del Corpo Forestale

Mille euro per evitare il sequestro del furgone e dei cani. Questo il "succo" della denuncia di tentata concussione contro alcuni agenti della polizia stradale di San Donà e del Corpo forestale dello Stato presentata giovedì scorso da due fratelli catanesi, P.A. e T.G., che si sono presentati nella Procura del capoluogo etneo. A rendere nota l'iniziativa l'avvocato Massimiliano Bacillieri, responsabile dell'ufficio legale di FederFauna. P.A., il commerciante di cani "denunciante", si è rivolto all'associazione dopo che il 16 aprile scorso si è visto sequestrare l'autocarro e i 39 cuccioli che trasportava in autostrada A4, all'altezza di San Stino di Livenza.

LA VERSIONE DELLE FORZE DELL'ORDINE: I DUE VENNERO DENUNCIATI


A entrare in azione erano stati alcuni agenti del distaccamento della polizia stradale di San Donà e del Corpo forestale dello Stato. Secondo le forze dell'ordine le "età dei cani riportate nei documenti e quelle reali erano palesemente diverse". I cuccioli sarebbero stati ben più giovani di quanto i due catanesi (P.A., 44 anni e T.G., 39 anni) avrebbero cercato di far intendere. E' scattata quindi la denuncia per maltrattamento di animali, tentata frode in commercio, uso di documento falso, traffico illecito di animali da compagnia e detenzione incompatibile con la loro natura.

Di tutt'altro avviso, invece, i due viaggiatori. Secondo loro, infatti, i sequestri e le denunce sarebbero scattati per il loro rifiuto di "pagare la somma di denaro richiesta dagli agenti, nonostante fossero sotto l'implicita ma concreta minaccia di ritorsione e costrizione", come scrive FederFauna in una nota. Una controversia che viene spiegata dall'avvocato Bacillieri: "L'agente P.M. durante il controllo ha chiesto a P.A. di consegnare un ulteriore documento di riconoscimento (oltre alla patente, ndr) con all'interno mille euro - afferma il legale - P.A., sorpreso dalla insolita richiesta, ha consegnato la sua carta d'identità, ma senza denaro all'interno. Sopraggiungeva - continua la ricostruzione dell'avvocato - F.I., ufficiale del Corpo forestale dello Stato, che, rivolto a P.A., affermava 'Vi credevo più furbi voi meridionali, qualche ora prima vi sarebbe costata molto meno e sareste ora quasi a casa'".

LA VERSIONE DELLE FORZE DELL'ORDINE: I DUE VENNERO DENUNCIATI

Una versione molto contrastante rispetto a quella delle forze dell'ordine. Nel mirino del legale anche una perizia di medico del dipartimento veterinario dell'Ulss 12 secondo cui il trasporto dei cuccioli sarebbe stato "del tutto regolare". Una relazione che però venne ritenuta poco esaustiva dagli agenti, che hanno chiamato altri due esperti, i quali si sono riservati di redigere la relazione in un secondo momento: "Una circostanza che lascia oltremodo perplessi - commenta l'avvocato - Tra i dispositivi di cui è dotato il mezzo di P.A. c'è un sistema di videocamere per la registrazione audio e video che potrà confermare gli eventi. Il mio assistito, quindi, oltre a proporre domanda di riesame per la restituzione del veicolo e dei cuccioli, ha già sporto denuncia per tentata concussione e per ogni altro reato che l'autorità giudiziaria dovesse ravvisare".

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