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Foto: No Gpl, immagine d'archivio

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Gpl Chioggia, il Mise pensa a una delocalizzazione dell'impianto

Il comitato del No: «Soddisfatti, non ci sono le condizioni per il deposito in città. Il Ministero ha capito». Costa Bioenergie: «Ne va dei benefici occupazionali ed economici per l'area»

Dall'incontro di martedì, al ministero dello Sviluppo economico a Roma, esce soddisfatto il comitato No Gpl a Chioggia, convocato tra gli altri sulla questione dell'avvio del deposito nel centro cittadino. «Il Mise pensa a una proposta di delocalizzazione dell'impianto da presentare alla società Costa Bioenergie. Verso una zona industriale o verso un'area rurale a bassa densità abitativa - spiega Roberto Rossi presidente del Comitato -. Quello che abbiamo da sempre sostenuto. C'è il rischio che questo investimento si riduca a una cattedrale nel deserto, visto che non possono entrare navi e non possono uscire autobotti attualmente, e per arrivare a una variante al piano regolatore portuale, occorrono anni».

L'iter autorizzativo

«Abbiamo riscontrato la volontà e la disponibilità dei ministeri di trovare una definizione della vicenda – ha commentato il sindaco di Chioggia Alessandro Ferro –. All'incontro si è ripercorso l'iter autorizzativo del deposito, con tutte le sue criticità. L'amministrazione comunale sta facendo di tutto e di più perché sia messa in discussione l'entrata in funzione del deposito in Val da Rio. Mi attendo dai ministeri, che sono aperti per un ulteriore tavolo tecnico tra le parti, un passo concreto in questa direzione». Presenti il vicesindaco Marco Veronese, il capo Gabinetto del Mise Elena Lorenzini, il funzionario Francesco Vanin, il capo gabinetto Tiziana Coccoluto del Mibac, Ilaria Ricci Picciloni del ministero Infrastrutture e Trasporti, e la società Costa Bioenergie.

Gasiere

«Titolarità dei terreni, mancato parere della Commissione di Salvaguardia di Venezia e soprattutto mancata variante al Piano Regolatore Portuale – aggiunge il vicesindaco e assessore all'Ambiente Marco Veronese – sono stati i tre temi trattati e presentati nella relazione dell'amministrazione comunale. Si è sottolineato inoltre che ad oggi le navi gasiere non possono entrare nel porto di Chioggia e che siamo preoccupati per la sicurezza dei cittadini, che abitano a poche centinaia di metri dal deposito. I ministeri valuteranno queste criticità e ci aspettiamo una risposta».

La società

«Il confronto è stato sereno, civile e corretto e si è concluso con l’intesa di successivi approfondimenti nel rispetto di quelle che saranno le prossime decisioni del Consiglio di Stato, a seguito della discussione avvenuta il 24 gennaio scorso - ha scritto Costa Bioenergie -. Abbiamo ribadito all'incontro l’entità dell’investimento eseguito (circa 35 milioni di euro) e i possibili benefici occupazionali ed economici in generale anche per la comunità di Chioggia, sottolineando che tutto quanto è stato realizzato in coerenza con le autorizzazioni ministeriali conseguite nel maggio 2015, con l’intesa della Regione Veneto».

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