Deroga ai 200 metri per le uscite delle persone con disturbi del comportamento

Lo ha annunciato l'assessore Lanzarin: «Nota ai sindaci, prefetti e direttori sanitari per consentire una più ampia libertà di movimento». Zaia sulle scuole: «Probabile non riapriranno più»

Il tavolo regionale alla sede della protezione civile di Marghera

Una deroga alla disposizione regionale che vieta passeggiate e corsette oltre la distanza di 200 metri dalla propria abitazione, per contenere il rischio di diffusione del coronavirus, è stata annunciata dalla Regione Veneto durante la conferenza di oggi, venerdì 27 marzo, nell'odierno riepilogo alla sede della protezione civile di Marghera. Una misura destinata alle famiglie con bambini o componenti con disturbi del comportamento, quali l'autismo, gravi disabilità intellettive, disturbi dello spettro autistico e patologie psichiatriche a elevata necessità di supporto. La necessità è stata segnalata in relazione ai problemi riscontrati nella gestione del benessere di queste persone, che hanno esigenze certificate di movimento quotidiano, in mancanza del quale possono andare incontro a crisi e alla necessità di ricovero all'ospedale.

L'appello a rivedere le misure di restrizione per l'emergenza Covid, in questi casi particolari, era arrivato anche dal sindacato Fsp di polizia di Stato, in difficoltà a rispondere alle richieste di queste famiglie. Oggi l'assessore regionale alla Sanità Manuela Lanzarin ha fatto sapere che partirà una nota a tutti i sindaci, ai prefetti e ai direttori sanitari del territorio che permetterà, con una autocertificazione e un certificato medico rilasciate dalle Ulss, di dare un margine più ampio di spostamento, con accompagnatore, in macchina e a piedi, in questi casi. 

Sperimentazione e scuole

Il governatore Zaia ha anche informato sulla sperimentazione delle cure. L'Aifa (Agenzia italiana del farmaco) ha dato via libera all'infusione domiciliare dell'antimalarico. «Se riusciamo - ha detto Zaia - a somministrarlo a domicilio nelle prime fasi della malattia, potrebbe aiutarci a evitare i ricoveri in Terapia intensiva dei pazienti, quando ormai sono in fase avanzata del contagio. È in corso un comitato scientifico - ha detto - serve un infermiere e bisogna organizzare questo livello estremo di cura». Confermato anche l'avvio a Padova della sperimentazione dell'Avigan, il preparato giapponese della Fujifilm. «È in arrivo un contingente, sarà questione di ore, poi bisognerà mettere a disposizione i risultati dello studio», dice Zaia, affermando che comunque «questo regime di isolamento in Veneto sta dando i suoi frutti. Vi prego di restare a casa. Di uscire solo per effettive necessità. I risultati si vedono, stiamo accelerando di meno con i contagi ma 1800 persone in ospedale restano una tragedia. Sappiamo dal modello che la prossima settimana sarà impegnativa. Forse le scuole - annuncia - non riapriranno più. La vedo dura con questi numeri mettere a repentaglio la salute dei ragazzi». E sulla possibilità, già annunciata in Cina, di un ritorno del virus in autunno, dice Zaia, «è la comunità scientifica a confermarlo che ci sarà un ritorno. Avremo anche sviluppato degli anticorpi».

Situazione tamponi

Ad oggi ne sono stati fatti 27 mila e 436 al personale sanitario veneto. Il problema, viene spiegato, è che «dobbiamo farci in casa tutto. Sta per arrivare una macchina dall'Olanda per 7 mila tamponi al giorno, perché il nostro target è e rimane 20 mila al giorno», precisa Zaia. Intanto verranno aggiunti nei report quotidiani dei dati anche i numeri sui tamponi effettuati. 

Case di riposo e dispositivi (dpi)

«So che gli operatori sanitari sono in difficoltà: cambiano una mascherina una volta al giorno. È poco - dice Zaia - Stanno arrivando 3 milioni e mezzo di pezzi, a giorni. Siamo preoccupati per le case di riposo. Abbiamo in arrivo anche 100 mila test rapidi per il personale degli ospedali e delle case di riposo, che sono il punto nevralgico del sistema. Questo virus verrà ricordato come il virus delle case di riposo». «Stamattina - ha aggiunto poi l'assessore Lanzarin - abbiamo detto che vogliamo avere il fabbisogno giornaliero delle strutture sanitarie, per case di riposo, comunità e rsa dei disabili, per i medici di medicina generale e le continuità assistenziali, per capire quante mascherine chirurgiche e mascherine FFP2 siano richieste, mentre le FFP3 sono solo per le Terapie intensive e le Malattie infettive». Sulla privacy, ha tagliato corto il governatore del Veneto, «il modello israeliano in presenza di una emergenza sanitaria è quello vincente. Non c'è niente di scandaloso a far partire un dispositivo per misurare la temperatura in tutta piazza San Marco: si tratta della responsabilità di ciascuno a garantire la salute pubblica».

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