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Tragedia a Mussetta, agricoltore straziato dalle lame della trinciatrice

Desiderio Milan, 53 anni, è stato trascinato in un "trinciastocchi" che usava per preparare il fieno per gli animali. Ha perso la vita sul colpo

Tremendo incidente sul lavoro giovedì mattina verso le 8.30 a Mussetta di Sopra a San Donà di Piave. Desiderio Milan, titolare dell'omonima azienda agricola di via Posar, ha perso la vita straziato da un "trinciastocchi", un grosso macchinario che può servire a triturare il grano, il mais o il fieno. Dalle prime ricostruzioni pare infatti che la vittima, di 53 anni, fosse intenta a preparare il cibo per i bovini da latte della ditta.

Per farlo doveva inserire, come spesso faceva, il fieno all'interno del macchinario, che attraverso una specie di coclea (una vite senza fine) avrebbe raggiunto il trituratore vero e proprio. Per motivi ancora al vaglio degli ispettori dello Spisal dell'Ulss 10, intervenuti sul posto con i carabinieri della compagnia di San Donà, a un certo punto qualcosa deve essere andato storto. Il macchinario al momento dell'incidente sarebbe stato vuoto, ma per qualche motivo Desiderio Milan, senza spegnere il triciastocchi, si sarebbe avvicinato troppo, rimanendo impigliato con i vestiti alla trinciatrice e venendo "trascinato" per il braccio. Ha perso la vita sul colpo. Con ogni probabilità stava controllando le tre lame della trinciatrice: una che gira in un senso, le altre che girano in quello inverso. In questo modo grano e cereali vengono miscelati per poi essere dati in pasto agli animali.

Il corpo, quindi, è stato straziato dalle lame che inesorabili hanno continuato a rimanere in funzione. Il macchinario sarebbe stato spento da un famigliare, forse dalla moglie. Intervenuta non appena ha sentito urlare il marito. Ma non ha potuto nulla, dopo essersi trovata davanti agli occhi una scena impossibile da cancellare dalla memoria. Dopo l'allarme sono intervenuti anche i sanitari del 118, cui non è rimasto altro che constatare il decesso dell'agricoltore, la cui salma è stata recuperata dai vigili del fuoco e ricomposta all'ospedale di San Donà. Allo spisal il compito di accertare se tutte le norme di sicurezza siano state rispettate, e se qualche protezione avrebbe dovuto entrare in funzione nel momento in cui c'era il pericolo che la vittima entrasse in contatto con il trituratore.

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