"Non pubblicate l'annuncio di vendita di Palazzo Poerio, c'è il rischio di danno erariale"

Diffida del Gruppo 25 Aprile inviata al Comune e per conoscenza alla Corte dei Conti: "Taglio del valore dell'immobile da 14 a 10 milioni di euro, il Consiglio non sapeva dell'acquirente"

"Il Comune sospenda la pubblicazione dell'avviso di vendita di palazzo Poerio Papadopoli sui quotidiani, altrimenti potrebbe configurarsi un danno erariale". Il gruppo 25 aprile, con una lettera di diffida inviata dall'avvocato Stefano Chiaromanni, va all'attacco alla vigilia della marcia che martedì pomeriggio inizierà da Santa Fosca per concludersi ai Giardini Papadopoli per ribadire che "la città non è un Monopoly". Si manifesterà contro la vendita di numerosi immobili in centro storico, come per l'appunto l'attuale sede del Comando della polizia locale, la cui stima di vendita si è abbassata da 14 milioni a 10, dopo l'approvazione di una delibera in Consiglio. "Ma il parlamentino locale non era stato informato dell'offerta d'acquisto di un privato, resa pubblica solo il giorno seguente", attacca il Gruppo 25 Aprile.

"Come mai questo nuovo costo?"

Un taglio netto al valore dell'immobile che non è sfuggito all'associazione, che si batte contro la vendita dei palazzi storici della città ai privati per farne alberghi e lunedì ha diffidato ufficialmente Ca' Farsetti a procedere alla pubblicazione dell'avviso di vendita "in attesa che vengano chiariti e discussi in Consiglio comunale gli aspetti controversi dell'operazione". Secondo l'associazione potrebbe configurarsi un danno erariale (e per questo motivo della lettera è stata messa a conoscenza anche la Corte dei conti): a tenere banco sarebbe la possibile minusvalenza di 4 milioni di euro rispetto al valore dell'immobile inserito nel Piano delle alienazioni iscritto a bilancio, oltre che i 5.500 euro che dovrebbero essere pagati ai quotidiani per l'avviso pubblico di vendita. 

"Consiglio non informato"

Un avviso che, in assenza di rilanci entro il 15 dicembre, potrebbe permettere al privato che ha presentato l'offerta di acquistare il palazzo a 10 milioni di euro, sulla base di una nuova stima su cui si basa una delibera comunale approvata dal Consiglio nei giorni scorsi. "Il parlamentino locale però non era stato informato della novità - scrive l'avvocato Chiaromanni - questa variante urbanistica e questo modus operandi hanno legittimato il sospetto di una delibera 'ad personam'". 
 

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