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Il dipendente Arpav assenteista sospeso dal lavoro: "Tuteleremo la nostra immagine"

L'agenzia ambientale regionale in una nota annuncia procedimenti disciplinari. Il suo addetto, secondo la guardia di finanza, è stato sorpreso a fare la spesa in orario di servizio

Il dipendente Arpav che anziché lavorare andava a fare la spesa è stato sospeso e sottposto a procedura disciplinare. Lo annuncia l'Arpav, agenzia ambientale regionale, in una nota. L'azienda sottolinea che la misura attuata è prevista nel decreto "antifurbetti" entrato in vigore lo scorso luglio, che prevede la sospensione del dipendente entro 48 ore e l'avvio della corrispondente procedura disciplinare. Com'è logico, l'agenzia ha dichiarato che agirà per la tutela della propria immagine. Misure che, non appena la notizia era stata resa di dominio pubblico, aveva indotto anche il sindacato Fp Cgil a chiedere "un adeguato intervento della direzione di Arpav, in linea con i principi delle normative sul tema". Secondo i rappresentanti dei lavoratori "il  comportamento del dipendente, se confermato, è stato gravissimo e lesivo della dignità dei tantissimi lavoratori pubblici che ogni giorno gestiscono servizi e tutele della cittadinanza". 

Nei giorni scorsi la Procura di Venezia ha comunicato la conclusione delle indagini a carico del dipendente "furbetto", seguito per 5 mesi dalla guardia di finanza di San Donà. Spetterà al giudice ora decidere se rinviarlo a giudizio o meno. L'uomo, di mezza età, è accusato di truffa e di peculato, poiché durante alcune delle sue presunte "gite" avrebbe utilizzato l'auto aziendale. Si tratta di un addetto a verifiche e accertamenti tecnici nel settore ambientale che, secondo le fiamme gialle, si allontanava ingiustificatamente dal posto di lavoro facendo falsamente risultare la propria presenza in servizio per l’intero turno di lavoro giornaliero. Il dipendente era specializzato in verifiche esterne, dunque era per certi versi "normale" che si allontanasse dalla sede. Il problema è che i baschi verdi l'hanno sorpreso mentre faceva tutt'altro che lavorare.

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Le fiamme gialle nel 2015 avrebbero accertato, attraverso pedinamenti e videoriprese, almeno 53 episodi di assenteismo, nel corso dei quali il lavoratore anziché svolgere le proprie mansioni si dedicava ad attività di carattere privato, come recarsi al supermercato per fare la spesa, rimanere sovente a casa o girovagare in bicicletta per la città. Non sarebbe mancata qualche passeggiata in campagna in bicicletta. Ad aggravare la posizione del presunto lavoratore infedele sarebbe stato l’utilizzo, in 24 casi accertati dai finanzieri, dei mezzi di servizio di proprietà dell’Arpav, sempre per scopi e finalità esclusivamente personali. Per questo gli viene contestato anche il pesante reato di peculato.

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