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Guzzon, addio amaro a Ca' Farsetti: dimissioni dell'assessore in una mail a Brugnaro

L'addio era nell'aria, la latitanza lunga dieci giorni una parziale conferma. Mancanza di coinvolgimento, decisioni prese senza consulti e emarginazione della Lega tra le micce

L'addio era nell'aria, ed è arrivato a mezzo posta elettronica. Come riportano i quotidiani locali, l'assessore al Commercio Francesca Guzzon, dopo una latitanza lunga dieci giorni, complici forse i rapporti tesi tra Brugnaro e Lega, ha deciso di dimettersi inviando una mail al primo cittadino lagunare. Dimissioni ancora in potenza, visto che per essere effettive dovranno essere protocollate dalla Segreteria Generale e lo saranno mercoledì mattina. Dietro i "motivi personali", come indicato nello scritto, ci sarebbe una situazione difficile da gestire, rimanendo tra l'incudine e il martello di un braccio di ferro tra sindaco e partito.

Una decisione, quella della Guzzon, maturata in piena autonomia, dal momento che a più riprese dal Carroccio avevano fatto capire che nessuno l'avrebbe allontanata da Ca' Farsetti, considerata come una delle giovani in rampa di lancio della Lega. Ma l'assenza di responsabilità ed il fatto di essere posta ai margini del progetto dell'amministrazione comunale, pur su delibere di sua competennza, l'hanno indotta a maturare una decisione per certi versi inevitabile. Si tratta del secondo addio di un'assessore della Lega: solo qualche mese fa, infatti, aveva lasciato anche Rossana Pavan, predecessore della Guzzon, motivando la scelta per ragioni famigliari, sebbene già all'epoca si sospettasse che alla base ci fosse la scarsa autonomia nel settore di competenza.

Nella mail al sindaco, la Guzzon spiegherebbe come il suo disagio, nel corso del tempo, sia aumentato, soprattutto in virtù di alcune decisioni delicate prese senza il consulto di tutti i membri della Giunta (leggasi Lega), in quello che dovrebbe essere "un normale lavoro di squadra". La mancanza di collaborazione e l'emarginazione del Carroccio sarebbero state, di fatto, le ragioni principali che hanno portato l'assessore a lasciare l'incarico. Oltre ai patti non rispettati: gli impegni presi durante il ballottaggio, tanto cari al Carroccio, sarebbero stati via via messi in secondo piano, e anzi ostacolati, come l'indizione del referendum per la creazione dei due comuni di Venezia e Mestre e gli accordi relativi al tema delle grandi navi e dell'apertura di nuovi centri commerciali.

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