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"Timbrava il cartellino, poi andava a fare la spesa": dipendente pubblico finisce nei guai

Un impiegato Arpav di San Donà deve rispondere di truffa e peculato. La guardia di finanza lo ha osservato per 5 mesi. 90 ore di assenza accertate, usava anche il furgone aziendale

I militari del nucleo mobile della compagnia di San Donà di Piave lo hanno seguito e osservato per 5 mesi. Adesso la Procura di Venezia ha comunicato la conclusione delle indagini a suo carico per truffa e peculato. Si tratta di un dipendente della sede Arpav di San Donà di Piave, addetto a verifiche e accertamenti tecnici nel settore ambientale che, secondo le fiamme giallle, si allontanava ingiustificatamente dal posto di lavoro facendo falsamente risultare la propria presenza in servizio per l’intero turno di lavoro giornaliero. Il dipendente, di mezza età, residente sempre nella città del Piave, era addetto a verifiche esterne, dunque era per certi versi "normale" che uscisse in bicicletta o a bordo del veicolo aziendale. Il problema è che i baschi verdi l'hanno sorpreso mentre faceva tutt'altro che lavorare. Spetterà ora al giudice decidere per un rinvio a giudizio o meno.

Le fiamme gialle nel 2015 avrebbero accertato, attraverso pedinamenti e videoriprese, almeno 53 episodi di assenteismo, nel corso dei quali il lavoratore anziché svolgere le proprie mansioni si dedicava ad attività di carattere privato, come recarsi al supermercato per fare la spesa, rimanere sovente a casa o girovagare in bicicletta per la città. Non sarebbe mancata qualche passeggiata in campagna in bicicletta. Ad aggravare la posizione del presunto lavoratore infedele sarebbe stato l’utilizzo, in 24 casi accertati dai finanzieri, dei mezzi di servizio di proprietà dell’Arpav, sempre per scopi e finalità esclusivamente personali. Per questo gli viene contestato anche il pesante reato di peculato.

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Dopo lunghi appostamenti e pedinamenti, documentati da fotografie e video, sono scattate le perquisizioni negli uffici dell'agenzia ambientale regionale di Mestre e di San Donà, nonché nel domicilio dell’indagato. I militari del nucleo mobile hanno acquisito il badge, un computer e la documentazione inerente al servizio svolto dal lavoratore, per poi procedere all’audizione dei suoi superiori e dei colleghi di lavoro.

I finanzieri non si sono però limitati unicamente alle videoriprese ma hanno anche incrociato i dati emersi dai tabulati telefonici dell’indagato con quelli contenuti nelle sue attestazioni relative all’attività lavorativa prestata. Tramite le celle telefoniche “agganciate” dal suo cellulare sono stati individuati i luoghi in cui si trovava effettivamente il dipendente, risultati diversi da quelli dichiarati al proprio Ente.

Le strategie per abbandonare il posto di lavoro sarebbero state diverse: l’assenteista a volte non avrebbe timbrato il badge marcatempo né all’atto dell’uscita, né all’effettivo rientro in sede che avveniva poco prima della fine della giornata lavorativa. In altre circostanze, per non svolgere il turno completo, dopo aver intrapreso il lavoro in ufficio, di nascosto avrebbe passato il badge segnando un’uscita, lo ripassava dopo circa mezz’ora - il tempo ad esempio di una ipotetica pausa pranzo - e si allontanava, apparendo agli occhi degli eventuali presenti in uscita per fruire del pasto. Secondo il badge stava tornando a lavorare, invece era esattamente il contrario.

A volte, prima di abbandonare il luogo di lavoro, avrebbe atteso che i colleghi uscissero dagli uffici della sede di San Donà per poi allontanarsi in sella alla sua bicicletta o con un mezzo aziendale disponibile. La guardia di finanza al termine delle indagini - alle quali l’Ente pubblico danneggiato avrebbe fornito piena collaborazione - ha comunicato alla Procura di Venezia 90 ore di assenze ingiustificate dal lavoro.


"La Cgil Fp Veneto e Venezia ritengono che il  comportamento di quel lavoratore, se confermato, sia stato gravissimo e lesivo della dignità dei tantissimi lavoratori pubblici che quotidianamente garantiscono servizi e tutele alla cittadinanza, in particolare per Arpav che assicura tutela ambientale e prevenzione - dichiara il sindacato - Auspichiamo ci sia un adeguato intervento della direzione di Arpav in linea con i principi delle normative passate e recenti sul tema".

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