Rivendevano biglietti già usati, due dipendenti dell'Actv condannati

L'accusa ha ottenuto pene rispettivamente di 20 e 18 mesi di reclusione per il reato di peculato, oltre che il risarcimento di 10mila euro all'azienda

Sono stati condannati in primo grado per peculato, con l'accusa di aver approfittato della loro posizione all'interno del pubblico servizio per appropriarsi illecitamente di denaro altrui. Perché i due bigliettai dell'Actv coinvolti nella vicenda, come riportano i quotidiani locali, sarebbero stati scoperti a recuperare biglietti di navigazione usati da terra o dai cestini dell'immondizia per poi rivenederli e intascarsi i soldi.

Si tratta di un 56enne di Chioggia, all'epoca bigliettaio all'imbarcadero di fronte alla stazione ferroviaria di Venezia, e di un 55enne di Arzergrande, nel Padovano, pontoniere: rispettivamente toccano loro 20 e 18 mesi e un anno e sei mesi di reclusione. I fatti contestati risalgono al luglio del 2013: in quel periodo dapprima gli ispettori Actv e poi i carabinieri hanno osservato i loro movimenti. Poi, fingendosi utenti dei mezzi pubblici, hanno acquistato biglietti di navigazione che, in alcuni casi, erano già stati venduti in precedenza e utilizzati per una frazione del tempo consentito.

A quanto pare il pontoniere si occupava di raccattare i biglietti gettati dai viaggiatori, mentre il collega bigliettaio verificava se ci fosse ancora qualche ora di validità e, in quel caso, li rimetteva in vendita. In seguito all’indagine interna i due dipendenti erano stati licenziati: la difesa ha poi cercato di ottenere una riqualificazione del reato nella meno grave ipotesi di truffa, senza riuscirci. La condanna prevede inoltre un risarcimento di 10mila euro all'azienda.

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