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Foto: insegnanti al provveditorato, archivio Ansa

Foto: insegnanti al provveditorato, archivio Ansa

Scuola, rischiano il posto i diplomati magistrali: è sciopero

Continua la battaglia degli insegnanti dopo il parere negativo del Consiglio di Stato che attribuisce al titolo di studio valore strumentale alla partecipazione al concorso. Insegnanti in piazza l'8 marzo

La sentenza del Consiglio di Stato del 27 febbraio scorso sui diplomati magistrali toglie ogni dubbio all'interpretazione: la categoria resta fuori dalle graduatorie a esaurimento per l'insegnamento. Questa la decisione dell'adunanza plenaria del Consiglio che ha ribadito i principi enunciati nel 2017, confermando che «il possesso del solo diploma magistrale conseguito entro l'anno scolastico 2001/2002 non costituisce titolo sufficiente per l'inserimento nelle graduatorie ad esaurimento (Gae) del personale docente ed educativo istituite nel 2006». «La legge del 2018 - recita il testo - non ha affatto riconosciuto valore abilitante al diploma magistrale, ma ha ribadito la necessità di superare un concorso per accedere ai posti di insegnamento».

Lo sciopero

Questo potrebbe significare, secondo il sindacato Cub Scuola del Veneto «un licenziamento di massa (10mila docenti a tempo indeterminato che verranno licenziati a giugno), in larghissima parte donne che hanno superato brillantemente il periodo di prova. Il governo ha indetto un concorso “sanatoria” al quale non possono partecipare tutti i diplomati magistrali, in quanto rimangono esclusi i docenti con servizio nella scuola paritaria, parificata allo Stato. L’articolo 3 della Costituzione continua ad essere violato, dato che 6000 docenti, con gli stessi titoli, sono intoccabili e non verranno licenziati perché hanno una sentenza passata in giudicato. Succede in Italia, succede in Veneto, dove tali licenziamenti lasceranno sguarnite intere classi, sottraendo certezza e stabilità salariale alle maestre e sottraendo continuità didattica ai bambini delle scuole primarie venete. Chiediamo alla politica un intervento immediato per fermare questo licenziamento di massa perché, se si sostiene di aver trovato una soluzione alla vicenda dei diplomati magistrali con un concorso straordinario, allora si deve permettere a tutta la categoria di potervi accedere. Cub scuola ha proclamato uno sciopero l'8 marzo «assieme ai movimenti delle donne per denunciare le multiformi violenze che esse patiscono ogni giorno».
 

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