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Dalla strada si vedeva poco o niente, dall'elicottero spunta una discarica abusiva

I carabinieri del Noe hanno denunciato un trevigiano che gestisce un'azienda di Pradipozzo su cui era sorta una discarica abusiva. Secondo i militari non rispettate le leggi ambientali

Stavolta fondamentale è stato l'aiuto dall'alto, altrimenti con ogni probabilità quella discarica abusiva non sarebbe stata trovata. Almeno con le stesse tempistiche. I carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Venezia, in collaborazione con i militari della compagnia di Portogruaro, hanno sequestrato un appezzamento di terreno di circa mezzo ettaro che, secondo le forze dell'ordine, era stato trasformato in una vera discarica. La segnalazione iniziale è scattata grazie al 14esimo elinucleo dei carabinieri di Treviso che, sorvolando la zona di Pradipozzo, hanno individuato diversi ammassi di rifiuti su un terreno. 

La successiva ispezione sul posto ha permesso di stabilire meglio i contorni della vicenda: "L’area, piuttosto grande, era completamente invasa da una vasta gamma di rifiuti gestiti in modo incontrollato - dichiara in una nota il Noe - c'erano carcasse di autovetture, pneumatici, stampanti, componenti per computer, ammassi di ferro e di legno, lastre di polistirolo e materiale elettrico, carta e plastica". Il tutto, sempre secondo i militari, sul terreno "nudo", senza alcuna copertura né adeguata pavimentazione e raccolta delle sostanze che, per dilavamento, si disperdono nel suolo e sottosuolo. 

Molti rifiuti erano nascosti dalla vegetazione, difficilmente visibili dalla strada. "Il titolare dell’azienda, residente nel Trevigiano - conclude il Noe -, non aveva neppure i previsti registri di carico e scarico dei rifiuti, pertanto è scattata la segnalazione all’autorità giudiziaria per diverse infrazioni al Testo unico ambientale".
 

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