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"Rifiuti tossici sotto la Valdastico sud", indaga la procura antimafia di Venezia

Il settimanale L'Espresso pubblica giovedì un reportage secondo cui tonnellate di scorie delle fonderie sarebbero state "seminate" lungo i 54 chilometri dell'arteria autostradale in costruzione

Rifiuti tossici delle fonderie sepolti sotto il cantiere della nuova autostrada Valdastico sud, sui quali indaga la Procura antimafia di Venezia. Lo scrive l'Espresso in un servizio pubblicato nel numero in uscita giovedì. L'ombra del sospetto sui rischi per la salute delle scorie che sarebbero state seminate lungo molti dei 54,3 chilometri dell'arteria che collegherà le province di Vicenza e Rovigo - un'opera da oltre 1 miliardo di euro, il cui primo tratto sarà inaugurato a maggio - è venuta quando il cane di un abitante, che si era fermato a bere in uno dei canali accanto all'infrastruttura in costruzione, è morto quasi all'istante per una sospetta perforazione dell'intestino. Le ruspe che hanno spianato scarti di lavorazione industriale, soprattutto acciaierie, in mezzo alle coltivazioni di granoturco avrebbero riversato del cromo nei canali di irrigazione, facendolo entrare nella catena alimentare.

Secondo il settimanale, si parla di centinaia di tonnellate di scorie sepolte un metro sotto la superficie autostradale. Le foto di un appassionato di archeologia, Marco Noserini, documentano la presenza di pozze tinte di giallo dal cromo e scarti di acciaieria sparsi nei campo tra Torri di Quartesolo e Pojana Maggiore, nel Vicentino. Mentre di notte "anche trenta camion scaricano ondate di materiale", come denuncia Medicina Democratica, di giorno le ruspe lo spianano, preparando la massicciata e disperdendo sostante nel terreno.

 

Per l'Espresso, le immagini mostrano i mezzi delle imprese del Gruppo Locatelli (al centro di un'inchiesta per corruzione che ha fatto finire in cella il vicepresidente della Regione Lombardia) e della Serenissima Costruzione, che fa capo alla società con capitali pubblici che possiede la concessione dell'Autostrada Brescia-Padova. Quasi tutti i camion, con targhe del sud, hanno le insegne di una ditta trevigiana coinvolta in un traffico di rifiuti e provengono, secondo la denuncia presentata in Procura, dalla Beltrame, una grossa acciaieria alle porte di Vicenza.

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