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Distretto sanitario a Marghera? Sindacati e Municipalità: "Inaccettabile silenzio della Regione"

Per ora non se ne fa nulla, stando a una lettera dell'Ulss 3: "Manca l'autorizzazione a procedere della Regione". Il progetto era di costituire un polo sanitario in quell'area VIDEO

Mesi di attesa, ma nulla. Le richieste di riscontro sull'avvio delle trattative per la realizzazione del nuovo distretto socio-sanitario in via Ulloa a Marghera sono andate a vuoto fino alla doccia fredda di questi giorni, quando sindacati, (Cgil, Cisl, Uil) e Municipalità di Chirignago hanno registrato una nuova battuta d'arresto del progetto di portare all'ex scuola Monteverdi di Marghera il nuovo presidio sanitario. L'Ulss3, secondo quanto dichiarato da Ugo Agiollo della Camera del Lavoro della Città Metropolitana di Venezia, ha inviato una comunicazione scritta al Comune di Venezia e al presidente di Ive, partecipata di Ca' Farsetti, in cui si spiega che l'autorizzazione a procedere con i lavori da parte della commissione regionale competente non è ancora pervenuta. Risultato: non sarà possibile iniziare i lavori nello stabile di via Ulloa entro la data proposta da Ive, ossia il 15 ottobre.

IL COMMENTO DI UGO AGIOLLO (CGIL)

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Il presidente della Municipalità di Chirignago, Trabucco

"Una situazione inaccettabile - commenta il presidente della Municipalità di Chirignago, Gianluca Trabucco - perché se tale scelta fosse causata dalla mancata espressione dell’organo tecnico regionale (Crite), si configurerebbe come una completa inadempienza da parte della Regione Veneto, che si accinge a chiedere più autonomia ma nell’operare concreto perpetua una logica gravemente penalizzante i servizi. Dopo la presa di posizione unitaria delle forze sindacali e la condivisione e l’assenso di quelle istituzionali, pensavamo che si potesse finalmente riavviare il percorso per dare un’integrazione socio-sanitaria di qualità ai cittadini di questa parte del distretto. Invece il convitato di pietra, la Regione Veneto, si sottrae alle sue responsabilità una volta in più, e si assume la colpa di perpetuare una situazione di precarietà, che non consente di assolvere a quel modello di integrazione territoriale a parole sostenuto dalla stessa Regione". La Municipalità aveva perfino pensato "in grande", proponendo un nuovo polo sanitario accanto a via Ulloa, insieme al riutilizzo degli spazi esistenti in via Capuccina, per creare un grande nodo per l’assistenza territoriale in cui coesistessero distretto, Ospedale di Comunità, Medicine di Gruppo integrate.

"Il sindaco Brugnaro si attivi"

Ribadisce Trabucco: "Una quota di responsabilità deve assumersela anche il sindaco, Luigi Brugnaro. Viene difficile credere che ci si possa accontentare di una motivazione tecnica legata ai tempi per fare fallire la possibilità di un ambizioso disegno di aumento dei servizi socio-sanitari di base". E conclude, "Il sindaco si faccia parte diligente, se lo vuole e se ne è in grado, nei confronti del direttore generale dell’Ulss3 e del presidente della Regione, per non sprecare questa opportunità".

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