La "resistenza" delle bancarelle: "Senza di loro desertifichiamo la città"

Il vicesindaco Simionato domenica al congresso nazionale dei venditori ambulanti, che mettono nel mirino il divieto annunciato dal ministro Ornaghi di esporre merce nei centri storici

Tanto amate, tanto odiate. Le bancarelle in centro storico potrebbero avere vita breve. A Venezia, però, città unica al mondo anche per il fatto di essere "tutta" centro storico, ciò potrebbe voler dire "desertificare" la vita sociale lagunare. Il bandolo della matassa è una circolare del ministro per i Beni culturali Lorenzo Ornaghi che potrebbe vietare i venditori ambulanti nelle zone con palazzi con un'età superiore ai 70 anni.

"Operazione piazza pulita" è stata ribattezzata. Così, però, "a Venezia dovremmo chiudere tutto", commenta il vicesindaco Sandro Simionato a La Nuova Venezia, domenica presente all'isola di San Servolo per il 15esimo congresso nazionale della Fiva, Federazione italiana venditori ambulanti. Nel mirino finisce la bozza del decreto che potrebbe diventare legge. Anche perché, sempre secondo Simionato, "lo spostamento delle bancarelle per motivi di decoro a Venezia è già stato fatto".

Il timore dei venditori ambulanti è che il capoluogo lagunare diventi territorio "off limits". Una stretta che si potrebbe tradurre, è il timore degli aderenti alla federazione, anche con più rinnovi più difficoltosi delle licenze.

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