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Divisione tra Venezia e Mestre? "Il referendum sarebbe illegittimo"

L'ipotesi continua a far discutere. il sottosegretario Bressa prende posizione: "Sarebbe inutile". I promotori: "Costituzione dalla nostra parte"

“Il referendum per separare Mestre e Venezia? Non si può fare, è illegittimo”. Il dibattito è apertissimo e in città sta provocando discussioni, proposte e polemiche, intanto va registrata la netta presa di posizione di Gianclaudio Bressa, bellunese sottosegretario agli Affari Regionali nel Governo Renzi. Come riporta La Nuova Venezia, Bressa definisce il referendum “un’iniziativa illegittima dal punto di vista procedurale e miope dal punto di vista politico”. Bressa entra nel merito della questione: “La legge Delrio stabilisce che Venezia è una città metropolitana. La Regione non può prendere decisioni che entrino in contrasto con una normativa dello Stato”.

Il sottosegretario spiega che la Città Metropolitana di Venezia dovrà essere costituita da Venezia come capoluogo, composto sia da centro storico che da terraferma. Se non ci sono stati margini negli anni passati, dunque, figuriamoci ora che la Città Metropolitana sta diventando realtà. “Sarebbe uno spreco di denaro indire il referendum dal momento che l’esito sarà illegittimo” ha aggiunto il bellunese.

Bressa sottolinea in ogni caso che la separazione è già stata bocciata dagli elettori in passato per ben quattro volte, prima di indicare l’esempio da seguire: “Ciò che serve è una Città Metropolitana con un governo di secondo livello, sul modello di Parigi, che deve essere sperimentato fino in fondo”. Bressa nella Città Metropolitana ci crede eccome: “La vera sfida non è dividere di Venezia, ma allargare il governo della Città Metropolitana a Padova e Treviso”. Veneziani e mestrini saranno d’accordo?

LA RISPOSTA DEI REFERENDARI - "Una disamina, quella del sottosegretario Gianclaudio Bressa, che racchiude una serie di errori - evidenzia Marco Sitran, presidente del Comitato Mestre-Venezia Due Grandi Città - Premesso che la raccolta delle firme e l'avvio del progetto di legge sul referendum sono iniziati prima dell’entrata in vigore della legge metropolitana (la cui operatività è stata, peraltro, rinviata di almeno un anno), sarà semmai la legge che istituisce la Città metropolitana di Venezia a presentare più di qualche sospetto di incostituzionalità". Secondo i referendari la Costituzione è dalla loro parte: «Per la gerarchia delle fonti, le leggi statali prevalgono su tutte le normative – sottolinea Sitran –. L’articolo 133, secondo comma, dice 'La Regione, sentite le popolazioni interessate, può con sue leggi istituire nel proprio territorio nuovi Comuni e modificare le loro circoscrizioni e denominazioni'. I soliti noti ritengono questo articolo già cancellato solo per aver annunciato di volerlo cancellare".

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