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Divorzio breve: "Non aumenteranno i casi, vanno riviste le separazioni"

Lo spiega il presidente del tribunale di Venezia, Arturo Toppan: prevede solo inizialmente un incremento di richieste. Dubbi sull'utilità della fase pre-divorzio

Aumento dei casi sì, ma solo inizialmente. La vede così il presidente del tribunale di Venezia, Arturo Toppan, riguardo all'incidenza della nuova modalità di "divorzio breve" sul numero totale di rotture nei legami matrimoniali. Come a voler sfatare il luogo comune secondo il quale la procedura più veloce, entrata in vigore martedì, dovrebbe aumentare il flusso dei divorzi.

La previsione all'insù comunque c'è, ed è circa del 30 per cento: dopodiché, sempre secondo Toppan, il dato dovrebbe stabilizzarsi. Il magistrato, al momento impegnato in una trentina di udienze per separazioni, ha spiegato che il "divorzio breve" comunque non inciderà sull'attività del tribunale civile, perché ciò che cambia rispetto al passato è solo la tempistica per l'ottenimento dell'atto che attesta la definitiva conclusione di un matrimonio. Nel complesso quindi le cause di divorzio hanno un peso piuttosto basso, dato che sono pochi i casi di esasperata conflittualità fra coniugi.

Maggiormente rilevante, specifica Tonan, è la questione delle separazioni: pochissimi secondo il magistrato i casi di conciliazione che hanno seguito una separazione, motivo per cui bisognerebbe rimettere in discussione la distinzione tra separazione e divorzio. Martedì, giorno dell'entrata in vigore della nuova normativa, nelle cancellerie del civile del tribunale veneziano non sono stati segnalati casi particolari.

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