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Vino dal dna: il progetto per far rivivere le viti della Serenissima

La ricerca per il Consorzio Vini Venezia che ha deciso di ripristinare l'orto-giardino all'interno dell'antico convento dei Carmelitani Scalzi attraverso la mappatura genetica delle antiche viti

Riportare in vita le antiche viti della Serenissima all'interno del convento dei Carmelitani Scalzi: è l’ambizioso progetto del Consorzio Vini Venezia che attraverso lo studio del dna delle piante dell'epoca vuole far rinascere il vigneto.

IL PROGETTO. All'idea hanno lavorato studiosi del calibro di Attilio Scienza, le università di Berlino, Padova e Milano ed enti come il Crs-Vit di Conegliano: una task force di esperti che ha analizzato la mappatura genetica per oltre due anni con il compito di far rinascere l'orto giardino del convento di Cannaregio.


PRIMO LAVORO. Un piano difficile ma non impossibile: utilizzando il materiale genetico prelevato dalle vecchie viti di Venezia mappate e studiate all'interno di conventi, giardini e altri luoghi, infatti, è già stato realizzato un primo lavoro: un vigneto nell'isola di Torcello.

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