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Cronaca

Il controllo digitale delle merci al porto velocizza il traffico e riduce le emissioni

Conclusa la prima fase del progetto di scambio elettronico delle informazioni su container e carichi all’interno del porto. Tempo medio di sosta di ogni camion al varco ridotto dai 53 secondi ai 14 con la procedura analogica

L’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli di Stato (Adm) e l’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico settentrionale (AdSPMAS) hanno concluso la prima fase del progetto di digitalizzazione delle procedure doganali nel porto di Venezia, un piano che permette una velocizzazione dei flussi di traffico in uscita, grazie allo scambio elettronico delle informazioni e al tracciamento di mezzi e merci all’interno del porto.

L’implementazione dei nuovi sistemi nel porto veneziano ha prodotto risultati che costituiscono un primato di eccellenza a livello nazionale. Grazie allo sviluppo di servizi di inter operabilità tra terminal, Autorità di sistema portuale e Agenzia delle Dogane hanno potuto fornire servizi alla comunità portuale che sveltiscono il passaggio dei mezzi.

L’Autorità portuale, infatti, acquisendo i dati dai terminalisti attraverso messaggi web, li scambia con Adm ed evita ai trasportatori di sostare in prossimità dei varchi di uscita e di scendere dal camion per consegnare fisicamente alla Guardia di finanza la documentazione necessaria all’uscita. Grazie alla digitalizzazione, la Guardia di finanza gestisce a computer le informazioni relative alle merci e ai mezzi in transito in quel momento, trattenendo, eventualmente, solo i mezzi che necessitano di controllo. L’iniziativa concretizzata a Venezia, per ora limitata ai container, ha come obiettivo di estendersi anche ai settori rinfuse e merce in colli, di giungere all’automatizzazione e di divenire pratica standard per tutti i terminal portuali italiani.

Questa procedura garantisce, non solo una migliore gestione dei controlli, ma anche un miglioramento della sostenibilità, riducendo le emissioni prodotte dai mezzi in attesa all’uscita e riducendo l’uso della carta. Dai test effettuati, è stata riscontrata una netta riduzione dei tempi di passaggio al varco, con il riscontro merci che ora avviene in pochi secondi. Il tempo medio di sosta di ogni camion al varco è passato, infatti, dai 53 secondi con la procedura analogica ai 14 secondi con quella digitale. «La digitalizzazione vera, fatta sia di tecnologia sia soprattutto di interoperabilità tra i diversi attori che stanno nel porto, costituisce un driver fondamentale per l’aumento della competitività dei nostri porti italiani - afferma la dirigente della direzione centrale organizzazione e Digital Transformation Laura Castellani -. Venezia è un altro porto importante che ha implementato questo intervento innovativo».

«La costante e proficua collaborazione con Adm ci ha permesso di condurre con successo una sperimentazione d’avanguardia in Italia che, fin da subito, ha mostrato ricadute positive misurabili in termini di smaltimento del traffico su gomma in area portuale, di velocizzazione dei tempi di sdoganamento delle merci e di riduzione delle emissioni di anidride carbonica - commenta il presidente AdSPMAS, Fulvio Lino Di Blasio -. È un passo importante verso la full digitalization del porto lagunare, obiettivo fondamentale per la strategia complessiva dell’Ente, che mira a migliorare le performance degli scali gestiti, accrescendone la competitività e l’attrattività a livello internazionale e riducendone l’impronta ambientale».

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