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Foto Alessandro Polet (twitter)

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Beatificazione di Caburlotto, in migliaia a San Marco per la messa

In prima fila Maria Grazia Vetraino, 85enne romana miracolata nel 2008 dal sacerdote veneziano. Il patriarca: "La sua figura ancora attuale"

Calli attorno a San Marco zeppe di gente prima dell'inizio della messa di beatificazione del sacerdote Luigi Caburlotto. Segno che la sua figura è rimasta attuale ne tempo e l'eco delle sue gesta sono arrivate fino a noi. Migliaia i fedeli che sabato mattina hanno affollato la piazza in attesa dell'annuncio ufficiale della beatificazione (il Patriarcato ha annunciato che ci sarebbero state almeno 4mila persone). In prima fila Maria Grazia Vetraino, 85enne romana miracolata nel 2008 da Caburlotto e, come tale, emozionatissima durante la cerimonia. Lei è tornata a camminare quando secondo la Scienza ciò non sarebbe stato più possibile. E' stata proprio lei ad accompagnare la Superiora generale delle Figlie di san Giuseppe, madre Idangela Del Ben, portando all’altare le reliquie di Caburlotto dopo la scopertura del drappo con l’immagine del nuovo beato.

Luigi Caburlotto nacque a Venezia il 7 giugno 1817 da una famiglia di gondolieri, ma non seguì le orme del padre. Bensì si rivolse completamente a Dio, fino a fondare le "Figlie di San Giuseppe", una congregazione arrivata fino ai giorni nostri. La celebrazione è stata presieduta da cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione dei Santi e delegato da Papa Francesco.. Sono stati 150 i sacerdoti e 10 i vescovi presenti alla celebrazione.
 

"Don Luigi è stato un prete veneziano, per ventitré anni parroco a San Giacomo dall’Orio, e fu il fondatore dell’Istituto delle Figlie di San Giuseppe. Mi rivolgo quindi, in modo particolare, ai preti veneziani e alle Figlie di San Giuseppe perché sono eredi di don Luigi - ha dichiarato il patriarca Francesco Moraglia al termne della funzione - 'Per risanare una società occorre impegnarsi nel campo educativo' diceva Caburlotto. Tale frase, oggi, risuona profetica; il nostro, infatti, è tempo in cui si avverte, più che mai, il bisogno di educatori che siano testimoni appassionati di quanto insegnano. 'Gli educatori - sono sue parole - devono vedere tutto, correggere poco, castigare pochissimo... devono propriamente vestirsi di Gesù Cristo e pensare che si addossano non solo la cura del corpo, ma bensì quella dell’anima, cosa assai delicata".

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