Cronaca

Donazzan: "Classi veneziane fuori legge, diritti disabili non rispettati"

L'assessore regionale a colloquio col ministro Carrozza: "Il nostro sistema eccelle, ma serve sforare il Patto per incrementare i docenti"

Il sistema scolastico veneto resta, secondo la Regione, tra le eccellenze italiane ma l'allarme è sempre quello: pochi insegnanti e penuria di personale amministrativo, tecnico e ausiliario. E' l'sos che l'assessore regionale all’Istruzione, Elena Donazzan, lancia per l'ennesima volta: anche per questo ha incontrato, a Roma, il ministro Maria Chiara Carrozza.

“Una situazione di eccellenza che purtroppo convive con la penuria di personale che ormai lamentiamo da anni - sottolinea l'assessora - e per cui ho chiesto al ministro di prendersi a cuore il confronto diretto con gli operatori e dirigenti regionali della scuola, cosa che si è impegnata a fare”. Per illustrare a pieno la portata del fenomeno, l’Ufficio scolastico regionale ha segnalato al Ministero la situazione, portando ad come esempio la situazione di Verona, Vicenza e Treviso. Nella provincia di Venezia sono state accorpate 27 classi, nonostante la limitata capienza delle aule e la presenza di alunni disabili anche gravi.

Nel Veronese sarà necessario formare classi con più di 30 alunni, 4 delle quali ospitano alunni disabili. In tutte le province, molte classi che accolgono alunni disabili non sono rispettose dei parametri numerici fissati dalla Legge e sono quindi costituite con più di 25 alunni, suscitando le inevitabili proteste dei genitori, dei docenti, dei Dirigenti scolastici e dei rappresentanti sindacali. A Vicenza, per rispettare il contingente assegnato, dovranno essere ridotte 19 classi, e la stessa criticità si evidenza a Treviso (provincia in cui si è registrato un incremento di oltre 1000 alunni), Venezia e Verona. Nella provincia di Venezia sono state accorpate 27 classi, nonostante la limitata capienza delle aule e la presenza di alunni disabili anche gravi.

L’Ufficio scolastico ha voluto sottolineare "l’assoluta indispensabilità, per garantire la funzionalità minima del servizio scolastico e per evitare situazioni di evidente illegittimità che sono destinate a sfociare in tensioni e in giuste proteste da parte dei dirigenti scolastici, dei docenti, e dei genitori e in sicuri contenziosi, di poter disporre di un incremento della dotazione organica complessiva di questa regione, quantificata in almeno 150 posti, laddove le decisioni del Ministero di ridurre il personale suscita grande preoccupazione nei dirigenti scolastici del Veneto, per il timore di dover gestire classi con 29, 30, 31, 32, 33 e a volte 34 studenti, senza alcuna considerazione per i diritti degli alunni disabili, oltre che degli altri studenti".

I contingenti assegnati al Veneto dal Ministero sono insufficienti in quanto l’incremento degli alunni rispetto a quelli attualmente frequentanti è pari a 6mila e 120 e non a 2mila e 712, come ipotizzato dal Ministero, con uno scarto quindi di 3.408 studenti in più e come risulti di conseguenza difficoltoso gestire un contingente del tutto inadeguato e insufficiente a garantire, soprattutto nelle grandi province, la funzionalità minima del servizio scolastico.

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