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La diagnosi arriva tardi e rimane invalida totale, risarcita con un milione

Nel 2006 G.S., allora 69enne, venne colta da ictus. La prima volta che si recò al pronto soccorso venne dimessa quasi subito. La seconda volta la Tac evidenziò l'emorragia

Viene colta da emorragia cerebrale e rimane invalida al cento per cento. Ora l'Ulss 10 risarcirà i familiari con un milione di euro. Il problema, secondo i ricorrenti, è che la diagnosi "giusta" arrivò solo la seconda volta che G.S., ora 75enne, raggiunse il pronto soccorso di Jesolo. La paziente, infatti, lamentava dei forti mal di testa. Il marito, l'11 aprile 2006, la accompagnò all'ospedale, da dove venne dimessa dopo un paio d'ore.

Il dolore, però, come riporta il Gazzettino, non se ne andava. Tanto che il marito dopo qualche giorno ha riaccompagnato la donna al pronto soccorso. A quel punto è stata eseguita una Tac, che ha riscontrato un duplice aneurisma dell'arteria cerebrale. Un ictus. Arriva il trasferimento all'ospedale Dell'Angelo di Mestre, dove l'allora 69enne subì un delicato intervento per assorbire l'aneurisma.

A dicembre 2006 a G.S. è stato riconosciuto lo stato di invalidità al cento per cento. Ora si trova in una struttura attrezzata di Eraclea. I familiari (marito e cinque figle) hanno quindi intrapreso le vie legali. In sede penale il procedimento è stato archiviato, mentre in sede civile si è sostenuto che l'aggravarsi delle condizioni di G.S. doveva essere imputato alla "condotta omissiva di atti sanitari". Chiedendo come danni patrimoniali due milioni di euro. L'assicurazione dell'Asl 10 ha contattato la famiglia e, al termine delle trattative, si è arrivati all'accordo di un risarcimento di un milione di euro.

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