Cronaca

Tragedia di Mestre, donna ritrova la figlia grazie a un’email

La donna, di nazionalità ucraina, ha potuto raggiungere la figlia in albergo

«Sto cercando la mia ragazza. È ucraina. Ce n'è una nel tuo ospedale?». Poche parole, una semplice mail arrivata all'amministrazione municipale, che ha permesso a una donna ucraina di trovare e raggiungere la figlia, rimasta ferita nel tragico incidente dell'autobus di Mestre.

La donna è arrivata a Mestre mercoledì notte insieme a due parenti, pochi bagagli e l'unico desiderio di riabbracciare sua figlia, che non ha riportato gravi conseguenze. È riuscita a ricevere una risposta tempestiva grazie al servizio attivato dall'amministrazione comunale, ideato per venire incontro alle esigenze di chi si trova improvvisamente catapultato in un Paese che non conosce per riconoscere la salma o assistere una persona cara.

I primi ad usufruirne erano stati proprio alcuni profughi ucraini fuggiti dalla guerra. Attualmente sono 15 i familiari, 5 dei quali giunti nelle ultime ore - 10 croati, 2 francesi e 3 ucraini - che sono stati accolti tra Mestre e Dolo e ai quali è stato dato gratuitamente un albergo per essere vicini ai parenti nei due ospedali. La donna è stata accompagnata in albergo da un volontario della Protezione Civile, dove ha finalmente rivisto sua figlia.

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