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Lavori infiniti, costi esosi e disagi: tutta la verità sul nuovo tram

Un dossier di 100 pagine punta il dito sulle scelte inspiegabili adottate per la realizzazione della linea, che hanno causato problemi e spese folli

Uno studio di oltre 100 pagine sul tram. Si tratta di un vero atto d'accusa, come riporta il Gazzettino, la relazione del commissario prefettizio Vittorio Zappalorto, realizzata con la collaborazione del commercialista Andrea Martin, l'avvocato Domenico Giuri, ed il supporto tecnico di alcuni professori.

La realizzazione della linea tramviaria, che doveva essere inaugurata nel 2006, e che salvo altri imprevisti sarà attiva a partire da metà settembre, ha creato numerosi disagi, dalla devastazione di alcuni quartieri alla chiusura di molte attività commerciali: un vero e proprio dramma che pare si potesse risolvere dopo due anni, con una spesa totale di 130 milioni, a fronte degli oltre 220 investiti nel progetto.

Ma dal dossier degli specialisti, oltre agli imprevisti causati dalla Regione e da Veneto Strade, che non ha più realizzato il secondo cavalcavia di san Giuliano da destinare esclusivamente al tram, è emerso il problema più grande, ovvero la dimensione della piattaforma in calcestruzzo dove poggia la rotaia: è larga tanto quantoil tram, e lo scavo di 50 centimetri necessario per la sua realizzazione ha costretto lo spostamento di numerosi sottoservizi, come le tubature per la distribuzione del gas. Secondo lo studio, si tratta di una scelta priva di alcun fondamento, poiché un cordolo largo la metà e semplicemente appoggiato sulla strada sarebbe risultato più che sufficiente, come dimostrato dal tratto che da viale San Marco conduce fino a piazzale Roma. Inoltre sembra non ci siano state analisi comparative di alcun tipo di soluzioni alternative, che possano chiarire il perché di una scelta tanto azzardata.

Anche l'operato della commissione di gara istituita a suo tempo da Actv è finito nel mirino. Pare infatti che l'unico progetto pervenuto sia stato accettato, pur non rispettando le volontà della Giunta, del Consiglio, né tantomeno il progetto preliminare, con il quale ci deve essere, per legge, una netta corrispondenza. La commissione non fece alcuna osservazione sul passaggio dalla semplice canalina per la rotaia del tram alla piattaforma in calcestruzzo, sebbene nelle sperimentazioni effettuate in Francia, a Nantes, non ne fosse stata dimostrata l'esigenza. I relatori giudicano inaccettabile che la commissione non si sia posta criticamente sul problema, dando luogo - si legge - ad un'infinita serie di problemi per la comunità.

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