Depurazione delle acque: «Non fosse settiche ma una rete fognaria completa»

Il dossier dello studio Cichellero Fracca e associati sui tavoli delle commissioni quinta e nona del Consiglio: «Il sistema finito è interesse di tutti. Maggiori garanzie con il Mose e l'acqua alta»

Foto di Venezia ISS dallo spazio 1 gennaio 2014


Riflette sul sistema di depurazione delle acque, il commercialista Giorgio Cichellero, autore del dossier Venezia realizzato in collaborazione con lo studio che porta il suo nome. Partendo dalla classifica di 104 capoluoghi di provincia, stilata da Legambiente, in base ai parametri: aria, acqua, rifiuti, mobilità e ambiente, Cichellero nota la 98esima posizione attribuita a Venezia nella categoria depurazioni delle acque. Questa posizione viene giustificata dall’assenza di una rete fognaria, considerate le peculiarità della città. Cichellero in merito ha specificato che sarebbe stata realizzato solo «il 30% (dato da verificare) della rete fognaria nel centro storico, perlopiù nelle aree periferiche». E portando il suo dossier ai tavoli della quinta e nona commissione, in Consiglio comunale, a sostegno del completamento dell'opera «nell’interesse della collettività, non per contrastare le attività economiche svolte da una parte della popolazione», come avverrebbe se venissero rese obbligatorie, e a carico di certe categorie di immobili, le fosse settiche, ad esempio, per gli alloggi turistici, spiega.

Le fosse settiche pro e contro

«Quanto evidenziato è una diretta conseguenza delle opinioni espresse dai tecnici e non vuole in alcun modo influenzare le scelte dell’amministrazione comunale», chiarisce, e poi elenca pro e contro dei sistemi di depurazione delle acque reflue. I tempi di realizzazione giocano a favore delle fosse settiche, perché «sono più brevi, rispetto a quelli della rete fognaria comunale, e le fosse si possono installare dove non vi è modo di far arrivare e collegare la rete fognaria». L'altro lato della medaglia è il maggior inquinamento di canali e laguna, in particolare durante i sempre più frequenti episodi di marea elevata, oltre alla impossibilità fisica, burocratica o logistica di realizzarle, con aumento della proliferazione di batteri e peggioramento delle condizioni igienico-sanitarie». C'è anche il problema dell'irrigidimento strutturale e riduzione dell’elasticità delle fondamenta, con ripercussioni sui fondali lagunari, anche se il discorso cambia, sostengono altri gruppi, se il cemento viene scartato come materiale per la loro costruzione, poiché esistono polimeri e materiali chimici più capaci di adattarsi flessibilmente alle strutture. Ci può essere, a scapito delle fosse, anche un problema legato ai costi a carico, dice Cichellero, «della stragrande maggioranza delle proprietà (circa il 90%) non utilizzate per fini turistici». Infine, mentre in caso di acqua alta si possono verificare «esondazioni in laguna dei sedimenti delle fosse settiche, anche nel caso di impianti di smaltimento delle strutture alberghiere medio-grandi, la stagnazione delle acque, in caso di prolungata chiusura delle paratoie del Mose, pregiudica la depurazione naturale della laguna».

La rete fognaria

Maggiormente efficace, nello smaltimento delle acque reflue, la rete fognaria, per Cichellero. «Ai costi inferiori, per i privati e per la collettività, sotto il profilo ambientale, economico e sanitario, si aggiungono: la possibilità di realizzarla con un efficientamento complessivo dell’investimento; la minore invasività, grazie al diametro contenuto delle tubature, il miglior risultato, una maggior compatibilità dei collegamenti con il collettore comunale, la disponibilità delle somme, che l’amministrazione comunale ha già riscosso in parte tramite le utenze Veritas, oltre all'assenza del problema di smaltimento delle acque reflue in caso di messa in funzione delle paratie del Mose, o di tracimazione con l'acqua alta». Ci sono i tempi che sono però più elevati, mentre ai costi potrebbe contribuire la Ue unitamente ad altri enti, organizzazioni e fondazioni di tutto il mondo.

La neo insediata presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, ha dichiarato che "Venezia sotto l'acqua è una questione vitale", lasciando intendere, per il commercialista, la disponibilità da parte della Comunità Economica a erogare finanziamenti per la tutela della città. Importanti risorse per progetti finalizzati a salvare la città potrebbero, secondo Cichellero, essere raccolte anche tramite il crowdfunding.

Oltre la dimensione locale

«Appare evidente che il completamento della rete fognaria comunale, laddove realizzabile, integrata con le fosse settiche a completare il collegamento dello scarico alla stessa, sia la soluzione nettamente da favorire. Il completamento di un manufatto così importante per la città, se presentato in modo convincente, può raccogliere tutte le risorse necessarie, anche all’estero. È giunto il momento di abbandonare un approccio amministrativo miope - conclude Cichellero - che non tenga conto della specificità di Venezia, patrimonio dell’Unesco. Il Mose come precedente negativo può essere superato con progetti, seri e condivisi, la cui gestione delle risorse venga controllata anche dalla comunità europea».

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