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Cronaca

"Dove sono gli Uffici? E la stazione Termini?". Domande pazze in piazza San Marco

Divertenti aneddoti che raccontano i “San Marco Guardian” sull'attività svolta in questi mesi nell’area Marciana. "Un'esperienza positiva tra pubblico e privato", spiega Agostini

 

“Dove sono gli Uffizi?”. E ancora: “Per la stazione Termini dove devo andare?”. Sono davvero mille gli aneddoti che raccontano i “San Marco Guardian” sull'attività svolta in questi mesi nell’area marciana. C'è il turista che prepara un vero e proprio pic-nic per tutta la famiglia e lo dispone ordinatamente sulle gradinate delle Procuratie, con tanto di babà al rhum per dessert; o chi si serve della fontanella per i piccioni posta in Piazzetta dei Leoncini per lavare il bebè; o chi, ancora, si taglia le unghie dei piedi seduto da qualche parte della Piazza. Ma la stragrande maggioranza delle persone, alla cortese richiesta dei giovani in maglietta arancione, si alzano e si scusano, riconoscendo poco educato il loro comportamento.
 
Racconti di vita, snocciolati a Ca’ Farsetti alla presenza dell’assessore al Commercio Carla Rey, del direttore generale del Comune di Venezia, Marco Agostini, e del presidente dell’Associazione Piazza San Marco, Alberto Nardi, per fare il punto sul servizio di hostess e steward che, coadiuvando gli agenti della Polizia Municipale, ricordano ai visitatori le regole da rispettare nella meta più ambita della città, ma forniscono anche informazioni logistiche o di carattere turistico, o ancora offrono un aiuto, laddove necessario. “Un'esperienza positiva di collaborazione tra pubblico e privato – ha evidenziato il direttore generale Agostini - con la presenza di personale qualificato, che sta dando il risultato di una Piazza più in ordine, tanto che tale progetto è stato assunto a esperienza pilota a livello nazionale e monitorato, per il tramite della Prefettura, dal Ministero degli Interni”. Agostini ha puntualizzato che il compito dei Guardian non è certo quello di sostituire gli agenti della Polizia municipale, ma “di fare opera di dissuasione, informazione, buona educazione”, coadiuvando, in tal modo, gli agenti della Polizia locale.
 
In conclusione, il direttore generale ha ricordato che a Venezia i reati legati al turismo sono a livelli minimi (si è ridotto drasticamente, ad esempio, il numero dei borseggi) e comunque in linea con le altre città turistiche, e che pertanto ogni allarmismo non è giustificato e genera solo insicurezza tra i cittadini.

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