Cronaca

Giovani che vivono per strada per colpa della droga: "Fenomeno in aumento a Venezia"

L'ha dichiarato Antonio Boschin, responsabile della Cooperativa Co.Ge.S. a Ca' Farsetti: "E' una contiguità su cui dovremo fare luce". Comune in trincea con operatori e sforzi "social"

La strada è una realtà eterogenea e chi si prodiga per aiutare chi non ha un tetto sopra la testa lo sa bene. Con una differenza negli ultimi anni: alla popolazione di clochard "tradizionale", che annovera senzatetto, alcolisti, gente finita in disgrazia magari non per colpa sua, sono in aumento i giovani che sono rimasti avviluppati tra i tentacoli della droga: "C'è una contiguità tra chi ci troviamo a soccorrere e il mondo della tossicodipendenza giovanile", ha dichiarato Antonio Boschin, della cooperativa Co.Ge.S., durante la presentazione delle iniziative messe a punto dal Comune per gestire l'emergenza freddo.

"Fenomeno in aumento"

Le tappe sono tipiche e spesso ineluttabili, purtroppo: a un certo punto la dipendenza da uno stupefacente cambia le priorità della vita. Gli affetti finiscono in secondo piano e l'unico pensiero è racimolare i soldi sufficienti per acquistare la dose. Finché dai genitori, dopo ripetuti tentativi, non arriva l'aut aut e i giovani, magari poco più che ventenni, finiscono per strada. Si trasformano in ladruncoli o questuanti, proprio quelli che incrociamo alla stazione in cerca dell'immancabile euro per poter acquistare il biglietto del treno: "E' un fenomeno in aumento - ha sottolineato Boschin - è una contiguità su cui dobbiamo fare luce". 

Strategia fisica e "social" del Comune

L'assessorato ai Servizi sociali del Comune, oltre a mettere in campo le unità di strada di riduzione del danno, in questi mesi sta cercando di contattare anche via social network chi è alle prese con problemi di droga. L'ha spiegato nei mesi scorsi l'assessore Simone Venturini: "Sono due le direzioni principali in cui ci stiamo muovendo in due direzioni principali - aveva dichiarato lo scorso settembre l'esponenente della giunta Brugnaro - fermo restando che il nostro operato si aggiunge all'attività repressiva e di controllo delle forze dell'ordine e della polizia locale. In primis cercheremo di mappare i luoghi in cui i consumatori si appartano per assumere droga, non un'operazione semplice. E' lì che in un rapporto a tu per tu speriamo di riuscire a informarli dei rischi che corrono e di quali sono le vie d'uscita percorribili. Poi cercheremo di sfruttare anche i social network, perché ora i luoghi d'aggregazione fisici come dieci anni fa non ci sono più".

Amore malato

Mestre è finita a più riprese sotto i riflettori, non solo per le tragiche morti che si sono susseguite in città a causa dell'eroina "killer", ma anche per alcuni servizi mandati in onda da programmi di eco nazionale che hanno concentrato l'attenzione sul rapporto malato che intercorre tra alcune coppie di giovanissimi mestrini. Che vivono una storia d'amore in cui è tutto finto: i sentimenti, le liti, i baci. Di reale c'è solo la droga e il bisogno impellente di farsi nelle zone vicino alla stazione. 
 

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