Drone imbizzarrito si schianta in calle a Venezia, quest'estate è il secondo caso

E' accaduto giovedì davanti all'osteria "Da Carla". Una famiglia estone voleva filmare i propri figli in piazza San Marco. Qualcosa è andato storto e il drone è finito in picchiata

Foto Venessia.com

Non il primo caso a Venezia, dopo che alcune settimane fa un turista statunitense finì nei guai a causa del suo drone che si schiantò in piena piazza San Marco. Venne multato dalla polizia locale. Colpa con ogni probabilità del Gps, che tra calli e campielli è risaputo che spesso fa le bizze. Un episodio molto simile si è verificato anche nel pomeriggio di giovedì, verso le 13.30, sempre in area marciana. Un drone "imbizzarrito" si è schiantato in una calle colpendo di striscio una guida che stava salutando una comitiva di turisti stranieri. Una delle appartenenti al gruppo, una signora statunitense, è stata colpita alla gamba.

Il drone, secondo le prime ricostruzioni, si sarebbe schiantato in corrispondenza del plateatico dell'osteria "Da Carla", che risulta essere in corte Contarina, nel sestiere di San Marco. La signora stava salutando alcuni clienti quando ha raccontato di aver sentito un forte rumore. Era il drone, che ha finito la sua corsa tra i tavolini.

Per fortuna la donna non si è fatta granché, ma sarebbero bastati pochi centimetri per essere colpita alla testa. Con conseguenze ben più pesanti. Sul posto è intervenuta la polizia, che ha individuato i proprietari del marchingegno volante (che si sono presentati per capire che fine avesse fatto il drone, e soprattutto in quali condizioni fosse). Quest'ultimi sarebbero dei turisti di nazionalità estone che avrebbero affidato a un'agenzia di connazionali il filmato dei loro figli piccoli in piazza San Marco. Almeno questo è quanto riporta la testimone. Alle forze dell'ordine il proprietario (un 27enne) avrebbe invece spiegato che era lì per delle riprese televisive. O comunque delle immagini dall'alto di Venezia.

Qualcosa è andato storto e l'operazione è naufragata quasi subito. Come nel caso precedente, chi stava usando il drone non avrebbe avuto i permessi necessari dall'Enac. O meglio, nel momento in cui le forze dell'ordine gliel'hanno chiesto, lui ha risposto che patentino, certificati e burocrazia varia l'aveva tutta a casa. In Estonia. Per approfondire la sua posizione quindi l'uomo è stato portato in questura. Per valutare quali possibili conseguenze di tipo penale o amministrativo potrà avere il suo comportamento.  La vicenda si è conclusa con una denuncia a piede libero per non aver ottemperato all'articolo 1216 del Codice della navigazione (navigazione senza abilitazione). Il drone, naturalmente, è stato sequestrato.

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