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Dalla Grecia con la droga, 2 milioni di euro in "maria" a Fusina VD

Un autotrasportatore è stato bloccato da Finanza, Capitaneria e Dogana: trasportava telai per porte in cui erano nascosti duecento chili di stupefacente

Cosa ci facevano delle porte di legno su un camion diretto a Colonia, in Germania? Assieme a un'auto, delle olive e altro materiale il più vario possibile? In parte erano destinati a bisogni legittimi. C'era una donna di nazionalità ellenica che aspettava il veicolo in Svezia, altri evidentemente le olive. Altri ancora, però, attendevano con ansia la marijuana nascosta dentro le intercapedini delle porte. Tanta marijuana. Oltre duecento chili di stupefacente (204,786 per la precisione) destinato con ogni probabilità al mercato teutonico. Si tratta di un carico dal valore al dettaglio superiore a due milioni di euro "che qualcuno rimpiangerà", sottolineano gli uomini della guardia di finanza che hanno materialmente effettuato il sequestro sabato scorso al nuovo terminal portuale di Fusina. E' lì che dal 31 maggio approda il traffico commerciale proveniente dalla Grecia, ed è sempre lì di conseguenza che si sono strette le maglie dei controlli. Anche di sabato, anche ad agosto.

Il camionista è stato arrestato per traffico internazionale di stupefacenti, salvo poi essere scarcerato in sede di convalida dal giudice, che ha creduto alla sua versione dei fatti: il 49enne, fino ad ora sconosciuto alle forze dell'ordine, ha dichiarato che lui ha fatto solo il proprio lavoro. Si è messo al volante dai magazzini di una società di spedizioni internazionale di Salonicco e ha raggiunto il porto di Igumenizza. Dopodiché si è imbarcato su un traghetto della Anek Lines ed è sbarcato a Fusina. Punto. Della marijuana non sapeva nulla. Ora se ne potrà tornare in Grecia. Al momento del controllo già i cani antidroga si erano "interessati" alle porte, divise in parti uguali e chiuse in un contenitore in legno. E' stata un lavoro certosino (e costoso), su cui l'organizzazione che ha organizzato il traffico deve avere investito molto, visto e considerato che l'interno era stato riempito di poliuretano espanso per nascondere la droga. Una volta aperto il "sarcofago" l'odore inequivocabile è aumentato, fino ad arrivare al sequestro, anche del camion. Uno strano mezzo pesante con una parte adibita a frigo e il resto ad altro tipo di spedizioni. Un veicolo di proprietà di una società di spedizioni internazionali con sede in Svezia ma con basi operative e titolari greci. Con ogni probabilità a tenere le redini del traffico illegale una banda di delinquenti albanesi operante tra Balcani e Germania, paese in cui con ogni probabilità continueranno gli accertamenti per stabilire chi effettivamente aspettasse a braccia aperte il carico "scottante". Stavolta è rimasto a bocca asciutta.

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