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Prima la fuga e poi la rissa, la polizia blocca due pusher a Jesolo

Carichi di cocaina da vendere a chi sul litorale cerca lo sballo, due cittadini stranieri con numerosi precedenti mercoledì sera si sono confrontati con gli agenti

Ancora spacciatori fermati lungo le vie del Lido di Jesolo, ma questa volta prima di far scattare le manette i poliziotti hanno dovuto sudare le proverbiali sette camice, tra inseguimenti a piedi e in bicicletta e zuffe in piena strada; alle fine, però, i due pusher segnalati al commissariati proprio da alcuni giovani cittadini sono finiti davanti al giudice.

SENZA FARSI VEDERE – Gli agenti di due Volanti sono arrivati al 21esimo accesso al mare di via Bafile dopo una chiamata alla sala operativa che parlava di due individui di colore, uno con una maglia bianca con stampe nere e l'altro con una t-shirt grigia disegnata in tonalità più scura. Alle 23.30 i poliziotti hanno individuato i sospettati e, per riuscire a raggiungerli senza farsi vedere, hanno chiesto aiuto ad un gruppetto di giovani vicentini, che hanno occultato gli agenti in mezzo alla comitiva, facendo loro da scudo. Non appena le divise sono emerse dal capannello di ragazzi i due stranieri si sono dati immediatamente alla fuga, costringendo i poliziotti a lanciarsi all'inseguimento.

CORSE E PUGNI – I presunti spacciatori hanno corso per 500 metri tra lettini e marciapiede, tuffandosi poi nelle vie interne all'altezza del 28esimo accesso al mare. Il primo, un 34enne senegalese, come si è scoperto in seguito domiciliato a Bergamo ma irregolare in Italia, è stato il primo a venir fermato dalle autorità, iniziando però subito a tentare di divincolarsi e ad aggredire i poliziotti, tanto che ha finito per scivolare sull'asfalto umido e lussarsi una spalla; il secondo fuggitivo, un 24enne sempre nativo del Senegal, è riuscito a distanziare gli agenti, costringendoli anche a saltare in sella alle prime biciclette possibili, e venendo fermato solo in via Aquileia; qui anche lui ha cercato di sfuggire alle manette, facendo pesare il suo metro e novanta di altezza, ma alla fine ha dovuto capitolare. Addosso al primo sono state rinvenute undici dosi di cocaina (9,7 grammi) e oltre 700 euro in contanti di diverso taglio, oltre ad un bilancino di precisione nascosto nelle mutande, mentre il secondo nascondeva tre dosi di droga (1,6 grammi) e circa 300 euro.

AL COMMISSARIATO – I due sono stati portati negli uffici della polizia (non prima di una sosta al pronto soccorso per far controllare la spalla del 34enne) e sono stati identificati come due volti noti alle autorità, con numerose denunce per spaccio e contraffazione di banconote, il più anziano vantava addirittura un ordine di espulsione da Bergamo e un rifiuto del permesso di soggiorno. Durante tutte le procedure di rito i telefonini dei due pusher hanno continuato a ricevere telefonate da numeri non registrati, probabilmente proprio clienti in cerca di dosi. L'arresto dei due è stato convalidato giovedì mattina.

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