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Embargo in Russia, tante imprese veneziane già sull'orlo del baratro

Il blocco alle importazioni deciso da Putin in due settimane ha già terrorizzato i produttori: una ditta agricola di Noale rischia perdite per tre milioni di euro

Il blocco totale alle importazioni deciso da Vladimir Putin rischia di venire “pagato” tutto dal Nordest italiano: l'embargo stabilito il 7 agosto dalla Russia, infatti, peserà in particolar modo proprio sulle esportazioni venete, che negli ultimi anni avevano visto nel mercato sovietico la proverbiale gallina dalle uova d'oro. In sole due settimane di fermo, come riporta il Gazzettino, c'è già chi si mette le mani tra i capelli, come una delle più note aziende agricole di Noale, specializzata nella produzione di lattuga da taglio e che esportava il 40% della sua produzione verso Mosca.

SITUAZIONE CRITICA – Sono gli stessi titolari della ditta ad elencare i dati del tracollo: già tre camion completi di verdura perduti, la previsione di altri otto trasporti persi per ogni settimana di blocco durante l'inverno, tre milioni di euro annui (sui sette di fatturato complessivo) che rischiano di andare in fumo e 20 lavoratori stagionali (su 40 in totale) che, in queste condizioni, alla scadenza dei contratti dovranno tornare a casa. D'altronde solamente da Noale partono ogni anno verso la Russia circa 1.300 chili di verdura, 11mila bancali di merce in tutto. E ci sono aziende più grandi che rischiano di vedere il fatturato ridursi anche di 10 o 20 milioni. Per passare dalla padella alla brace, poi, va sottolineato anche il rischio di surplus: non essendoci più il mercato sovietico attivo l'offerta dei prodotti che fino al mese scorso volavano verso Mosca diventerà spropositata rispetto alla loro domanda e quindi, per la legge fondamentale dell'economia, i prezzi finiranno col calare, comportando altre perdite per le imprese produttrici.

DA ROMA A BRUXELLES – La situazione ricorda paurosamente quella del “batterio killer” di tre anni fa, e i titolari delle aziende temono che anche in questo caso neppure l'Unione Europea venga in loro aiuto: anche nel 2011 il blocco delle esportazioni aveva messo in ginocchio molte ditte italiane, che nonostante le promesse non hanno ricevuto alcun tipo di sostegno da parte di Bruxelles. Il settore ha quindi deciso di mobilitarsi e di far sentire la sua voce almeno fino a Roma, probabilmente con una manifestazione nazionale: 80 milioni di perdite previste su base annua non sono certo un numero da sottovalutare. Il consigliere regionale Clodovaldo Ruffato si è già proposto come mediatore politico, convocando per mercoledì 27 agosto, in Laguna, la commissione speciale per i rapporti comunitari, davanti alla quale ribadirà la sua posizione: i 125 milioni di indennizzi promessi dall'Ue non basteranno.

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