Emendamento per il post-tornado, ma è subito corsa contro il tempo

Nella Legge di stabilità inserita la possibilità di sforare il Patto per i Comuni colpiti da calamità. Carte da presentare entro il 10 dicembre

Un emendamento su cui poggiano diverse aspettative, sia tra le istituzioni locali, sia, se non soprattutto, tra i cittadini che hanno subito danni dopo il devastante tornado dell'8 luglio. Sembra farsi sempre più largo l'inserimento all'interno della Legge di Stabilità dell'esenzione per gli enti locali del patto di stabilità interno per le spese relative ai danneggiamenti subiti da calamità durante il 2015. Tradotto: si potranno spendere i quattrini "liquidi" fino a questo momento bloccati per i vincoli di bilancio. 

"L'emendamento - spiega il segretario Veneto del Pd, Roger De Menech - è già stato approvato dalla commissione bilancio della Camera e ora lo stiamo per approvare in commissione ambiente. Per tutti gli eventi calamitosi verificatisi quest'anno, e per i quali sia stato dichiarato ufficialmente lo stato di emergenza, prevediamo di esentare gli enti locali dal computo del patto di stabilità interno. Gli enti potranno fare ricorso sia a eventuali avanzi di amministrazione, sia contraendo nuovo debito". In Veneto, secondo una nota del Pd Veneto, rientrano in questa fattispecie i Comuni della Riviera del Brenta colpiti dal tornado a inizio luglio e quelli del Cadore danneggiati un mese dopo da violenti nubifragi che hanno causato numerose frane.

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"Le amministrazioni di questi Comuni devono predisporre immediatamente la documentazione da inviare a Roma - invita De Menech - poiché i tempi sono molto stretti e, per garantire la celerità dell'intervento, non ci saranno deroghe". Gli enti interessati dovranno, infatti, comunicare le necessità finanziarie alla presidenza del Consiglio, Dipartimento della protezione civile, entro il 10 dicembre. Gli enti beneficiari dell'esclusione e del relativo importo saranno indicati in un decreto che sarà emanato entro il 16 dicembre.

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