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Emra Gasi

Emra Gasi

"È italiano e deve restare in Italia" Caso Emra approda in Parlamento

Il 22enne è stato colpito da un'ordinanza di espulsione, ma sarebbe nato nel Napoletano. M5s: "Un provvedimento ingiusto". Prefettura: "Tutto regolare"

Il caso di Emra Gasi, 22enne di origini serbe, per il quale è stata firmata un'ordinanza di espulsione, approda in Parlamento. Lo annuncia, Arianna Spessotto, deputata alla Camera con il Movimento 5 Stelle.

Lui da certificato sarebbe nato a Secondigliano, nel Comune di Napoli, e da stato di famiglia risiederebbe a San Donà di Piave. Ora, però, si trova in un centro di identificazione ed espulsione di Bari. In attesa di un "vettore" per essere rispedito in Serbia, terra in cui però, a quanto dichiara, non è mai stato. E di cui non saprebbe nemmeno parlare la lingua. Dunque un ragazzo di 22 anni, affetto da disturbi cognitivi, nato in Italia e con carta d'identità rilasciata dal Comune di San Donà di Piave, si troverebbe a mangiare e dormire in una struttura in cui dovrebbero mettere piede solo extracomunitari.

“Emra è nato, cresciuto e vissuto in Italia e in Italia deve restare - dichiara Arianna Spessotto - la sua casa è a San Donà di Piave e non è ammissibile che venga espatriato in un Paese, la Serbia, dove non è mai stato, lontano dai suoi affetti. Emra non ha violato alcuna norma di ingresso e soggiorno in Italia e sta molto male - continua - per cui come m5s ci stiamo impegnando anche a livello parlamentare per farlo tornare a casa".

Un'ordinanza di espulsione "ingiusta", secondo la Spessotto, in cui sarebbero state "commesse diverse grossolane irregolaritá". "A firmare l’ordinanza di espulsione di questo ragazzo non è stato il Prefetto di Venezia, come prescritto dalla legge - sostiene la deputata - ma un funzionario che ha inserito nell’ordinanza il numero di passaporto della madre di Emra che, a differenza del ragazzo, ha la cittadinanza serba". Come già sottolineato, il provvedimento è stato invece approvato dal giudice di pace di Bari (DETTAGLI). "Il provvedimento è stato adottato nel rispetto delle disposizioni normative vigenti in materia - dichiara la Prefettura - Sono state, inoltre, fornite all’interessato le indicazioni per l’eventuale impugnativa in sede giurisdizionale".

"Emra ha urgente bisogno di cure mediche - attacca invece Arianna Spessotto - e nelle sue condizioni non è in grado di resistere a lungo dentro al Centro di identificazione ed espulsione di Bari. Le istituzioni non possono ignorare questa gravissima situazione che vede vittima un cittadino italiano a tutti gli effetti. Come portavoce del M5S, mi unisco all’appello lanciato dall'associazione senza frontiere lgbtee affinché venga fatta giustizia nei confronti di Emra: chiederò per questo l’annullamento dell’ordinanza di espulsione al Prefetto di Venezia e agiremo in seno al Parlamento affinché il ragazzo possa tornare a casa nel più breve tempo possibile, in attesa di chiarire la situazione”.

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