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"Clandestino", ma col certificato di nascita: Emra vuol essere apolide

Il 23enne è nato in Italia, ma l'anagrafe non lo riconosce. Era finito in un centro di espulsione a Bari, poi gli è stato concesso un permesso di due anni

Sembra avviarsi verso il lieto fine la vicenda di Emra Gasi, 23enne originario di Napoli e dal 2000 residente a San Donà di Piave. I problemi per lui sono cominciati circa un anno fa, quando fu colpito da un decreto di espulsione con conseguente riaccompagnamento in Serbia. Solo che lui in Serbia non c'era mai stato, come confermato dai suoi conoscenti e dall'avvocato: è nato qui, in Italia. Di mezzo c'è stato un periodo di detenzione al Cie di Bari, poi un permesso di soggiorno. Comunque una soluzione provvisoria.

Il nuovo capitolo della sua storia lo racconta Arianna Spessotto, deputata M5S: "Martedì ho incontrato Emra, giovane vittima di una vicenda gravissima di discriminazione che lo ha portato, dopo essere stato dichiarato clandestino, fino alla detenzione al il Cie di Bari. Ad un anno esatto da quei fatti gravissimi, attraverso la pressione che abbiamo esercitato sul ministro degli Interni, la sua tragica vicenda sembra finalmente arrivata ad un passo da una conclusione positiva, anche grazie alla mobilitazione e vicinanza di alcuni cittadini di San Donà di Piave".

Mentre la questura di Venezia gli ha rinnovato il permesso di soggiorno per motivi umanitari per due anni, infatti, si attende la decisione del Viminale che proprio in questi giorni dovranno decidere se accogliere o meno la richiesta avanzata dai legali di Emra per concedere al ragazzo lo status di apolide. "Sono fiduciosa che la vicenda si risolverà presto nel migliore dei modi - conclude Spessotto - e che il giovane sandonatese potrà vivere da libero cittadino sereno vicino alla sua famiglia, qui in Italia".

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