"Epatite C: 7594 casi trattati in Veneto. circa 1 paziente su 5 non sa di essere malato"

“L'età media dei pazienti si sta progressivamente abbassando, ed è oggi di circa 50 anni. Oggi meno del 5% dei pazienti ancora da trattare sono in fase cirrotica, mentre oltre il 65% presentano forme molto più lievi” , spiega il Prof. Alfredo Alberti, Professore Ordinario di Gastroenterologia, Dipartimento di Medicina Molecolare, Università di Padova

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di VeneziaToday

Riceviamo e pubblichiamo:

"L’EPATITE C NEL VENETO - Nel 2017 i pazienti che risultano trattati da epatite C nel Veneto sono 7.594. Dal 2015 al 2017 sono stati trattati con i nuovi farmaci antivirali circa 7500 pazienti, dando la precedenza in questa fase ai casi con malattia piu avanzata, ottenendo tassi molto elevati (95%) di definitiva eradicazione del virus C con importanti benefici clinici. I pazienti trattati in questa fase erano al 60% di sesso maschile, con età media di 60-62 anni. Sono stati anche registrati una riduzione significativa di tutte le complicanze cliniche, una riduzione di oltre 2/3 in scompenso epatico, in sviluppo di tumore del fegato e in mortalità per cirrosi epatica. In questo arco temporale è stato osservata anche una netta riduzione (oltre il 50%) nei casi di Epatite C che sono stati sottoposti a trapianto di Fegato presso il Centro Trapianti di Padova. “Sono in corso di attuazione molte procedure per l’emersione del sommerso regionale che vedono il coinvolgimento sia dei medici di medicina generale che setting specifici quali i servizi delle tossicodipendenze e le carceri - spiega la Dott.ssa Anna Maria Cattelan, Direttore di SC Malattie Infettive e Tropicali, Azienda Ospedaliera di Padova - una maggiore attenzione deve essere data nei confronti dei pazienti con Hiv e delle fasce degli anziani che rappresentano altri bacini di infezione. Attualmente si stima che ci sia ancora un 15-20% di pazienti inconsapevoli di avere l’epatite C. La realtà veneta è abbastanza omogenea: sicuramente Padova e Verona hanno una maggiore prevalenza di infezioni, ma anche Treviso, Vicenza e Venezia hanno più o meno le stesse problematiche”.

LA CAMPAGNA – Proseguono a Venezia, venerdì 23 marzo, presso Scuola Grande San Giovanni Evangelista, le iniziative promosse da specialisti, epatologi e infettivologi, per la nuova sfida della ricerca scientifica: eradicare l’epatite C in sole otto settimane (AbbVie). Questo è possibile con il nuovo farmaco già disponibile nei centri pubblici nelle diverse unità operative complesse degli ospedali, di infettivologia, epatologia e medicina interna.

LE STRUTTURE DEL VENETO - “In Veneto esiste da anni una Rete Regionale HCV che gestisce queste terapie attraverso una piattaforma on line "Piattaforma Navigatore” che mette in rete tutti i Centri Clinici del Veneto che gestiscono pazienti con Epatite C – spiega il Prof. Alfredo Alberti, Professore Ordinario di Gastroenterologia, Dipartimento di Medicina Molecolare, Università di Padova - Si tratta di circa trenta Centri Clinici omogeneamente distribuiti nel territorio veneto , con uno o più centri per ogni Azienda Sanitaria”.

LE PREVISIONI PER L’ERADICAZIONE DELL’HCV NEL VENETO - “Ottenuto il controllo della malattia – prosegue il Prof. Alberti - è ora iniziato a livello regionale un programma di eliminazione dell'epatite C rivolto anche ai soggetti con malattia più lieve o non ancora diagnosticata. Questo progetto prevede di trattare con terapia antivirale in Veneto circa 3500-4000 pazienti per anno per i prossimi 3-4 anni, con programmi mirati non solo a far emergere il sommerso nella popolazione generale, ma anche nei gruppi più a rischio, con particolare attenzione a programmi di screening e di terapia nei Ser.D (Servizi regionali per le Dipendenze) e nelle carceri. A seguito della messa in atto di questa nuova fase, l'età media dei pazienti si sta progressivamente abbassando, ed è oggi di circa 50 anni. Anche la percentuale dei pazienti con malattia avanzata si sta drasticamente riducendo. Oggi meno del 5% dei pazienti ancora da trattare sono in fase cirrotica, mentre oltre il 65% presentano forme molto più lievi”.

L’EPATITE C A PADOVA - “A Padova la situazione attuale conta circa 3000/3500 pazienti con epatite C seguiti presso i centri epatologici, gastroenterologici e infettivologici; i pazienti coinfetti HIV e HCV sono seguiti prevalentemente presso il centro di malattie infettive – dichiara la Dott.ssa Anna Maria Cattelan - Presso la nostra divisione si seguono circa 700 pazienti con sola infezione HCV, mentre sono 350 i coinfetti Hiv e Hcv, di cui ormai quasi tutti, grazie alle nuove terapie antivirali dirette, sono stati trattati con ottima risposta. Nel nostro centro mancano all’appello una ventina di pazienti che tratteremo nell’immediato futuro. Il nostro obiettivo è pertanto quello di trattare sia i pazienti più difficili, fra qui vi sono quelli che hanno rifiutato il trattamento memori delle vecchie terapie e dei relativi e pesanti effetti collaterali; ritrattare quelli che hanno fallito le precedenti terapie, le possibili reinfezioni e ovviamente i nuovi pazienti che continuano mensilmente a presentarsi ai nostri ambulatori (più di 10 pazienti al mese). Anche gli altri centri delle malattie infettive del Veneto, con le quali lavoriamo in rete, sono attivamente impegnati nel raggiungimento di questi obiettivi”.

RISCHI PIU’ ALTI NEGLI MSM E TOSSICODIPENDENTI- Per quanto riguarda i coinfetti, è alto il rischio di una ulteriore infezione, soprattutto negli MSM, ossia i maschi che fanno sesso con maschi. L’anno scorso, infatti, si è verificato non soltanto un picco epidemico di epatite A, trasmessa per via sessuale, ma anche un ulteriore picco di infezioni Hcv acute. Un’altra categoria a rischio è quella dei tossicodipendenti, i cui numeri nell’area veneta sembrano mostrare una nuova ripresa. Con conseguente rischio di ulteriori nuove reinfezioni".

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